Cesenatico, piano anti-gabbiani: manca l’ok da Roma e Bologna

Si fa più pressante, giorno dopo giorno, la richiesta di un piano per arginare la proliferazione dei gabbiani reali, ormai inurbati in gran numero. Il Comune lo ha già pronto e quindi può riproporlo rapidamente, ma dalla Regione e dal Ministero non è ancora arrivato il via libera. Abbandonato il mare, tanti gabbiani tornano sempre più di frequente, ogni primavera, ad accoppiarsi e nidificare su tetti, lastricati e terrazze di case, alberghi e condomini. Lungo i corsi d’acqua costieri e nelle saline hanno soppiantato le specie autoctone. D’altronde, non hanno competitori naturali e sanno facilmente adattarsi a vivere sulla sommità dei fabbricati, soprattutto se incustoditi, come le ex colonie. Ormai la loro presenza è endemica e hanno conquistato una supremazia totale sugli altri volatili. Gli effetti negativi sono molteplici. La loro massiccia diffusione è accompagnata dagli striduli e persistenti richiami che emettono, che infastidiscono turisti e residenti. Hanno imparato a rovistare tra i rifiuti per cercare cibo, creando problemi igienici e di decoro urbano. Inoltre, mostrano una grande aggressività, specialmente durante la riproduzione e quando si contendono il cibo. Quando covano le uova e allevano i pulli, diventano poi pericolosi per chi si avvicina. In città i gabbiani trovano facilmente di che nutrirsi, talvolta a spese di altri uccelli che abitano sui tetti, come passeri, rondoni e balestrucci. Lungo i greti dei canali interni, come la Vena Mazzarini e il laghetto del parco, danno la caccia a anatroccoli, nidiacei di trampolieri quali avocette, cavalieri d’Italia, gallinelle d’acqua, sgarze, pivieri, sterne. Gli interventi di contenimento di questi gabbiani reali andrebbero preparati subito, perché già il mese prossimo inizieranno a prendere possesso di tetti, solai e lastricati per formare le coppie e incominceranno ad accumulare lì quanto serve per costruire il nido e poi deporre le uova. L’invito fatto dal Comune fin dallo scorso anno è quello di rimuovere i nidi e asportare le uova, laddove sia possibile e sicuro di procedere in questo modo, e poi gettarle in discarica. Un “piano” che deve fare i conti con un ostacolo: i gabbiani reali, praticamente onnivori e senza rivali in natura, sono compresi tra le specie protette.

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