Cesenatico, pesce azzurro: l’esportazione torna a crescere

Pesce azzurro da esportazione sbarcato dalle “volanti” di Cesenatico e trasbordato direttamente sui tir per essere subito avviato – come avviene in prevalenza per questo tipo di pescato – ai mercati esteri, in particolare all’industria conserviera e alla grande distribuzione.

Nel corso del 2021 ne sono stati commercializzati in questo modo oltre 31.590 quintali, più di 7mila in aumento rispetto all’anno precedente, quando per il ritiro del pesce mezza Europa ha risentito delle chiusure delle frontiere, con i trasporti rallentati e a singhiozzo, causa pandemia da Covid. Nell’anno da poco trascorso si è tornati così grosso modo ai livelli del 2019 con un fatturato che nel suo complesso ha raggiunto i 2 milioni e 290mila euro.

Il pesce azzurro è ancora ben presente nel mare Adriatico. È un prodotto che sebbene sia a torto considerato formato da specie povere, comunque a basso costo, andrebbe sostenuto, consumato e promozionato per via della qualità, della freschezza, della convenienza e soprattutto dei valori nutrizionali che ha. L’aspetto interessante per quanto riguarda il pesce azzurro dell’Adriatico – segnatamente acciughe e sarde – sono le richieste che arrivano dalle industrie conserviere e di trasformazione e dalle catene dei supermercati di Spagna, Germania, Francia e Italia.

Ebbene, nel corso del 2021 sono stati commercializzati e venduti all’ingrosso – caricati direttamente su grandi tir per essere spediti in varie località europee – 6.917 quintali di acciughe (dato in calo perché erano 8.170 nel 2020) e 23.032 quintali di sarde (erano 16.160 l’anno precedente). A questi vanno aggiunti 1.642 quintali di altre specie (1.100 l’anno prima). Queste altre specie considerate massive sono i cefali (682 quintali), le alacce (653), i suri (248) e in quantità minore papaline e sgombri. Il tutto per un totale complessivo di 31.591 quintali rispetto ai 25.330 del 2020. In precedenza durante il 2019 il quantitativo avviato alla grande catena distributiva e di trasformazione fu di 32.540 quintali: 6.930 quintali di acciughe e 24.550 di sarde, più altri 1.060 di altre specie.

A questosi aggiunge quello che viene battuto e compravenduto localmente al Mercato ittico all’ingrosso. Per essere acquistato da commercianti ittici e grossisti del territorio, pescherie, ristoranti.
In totale tra sarde, acciughe, sgombri, suri il conto fa altri 2.191 quintali (suddivisi in 86 quintali di acciughe, 2.015 di sarde, 88 di sgombri) e si arriva a circa 3mila se ci si aggiunge anche la produzione di cefali. Complessivamente nel corso del 2021 al Mercato ittico all’ingrosso sono stati commercializzati in totale 10.138 quintali di prodotto ittico per un controvalore di 5 milioni 853mila euro.
Il prezzo medio del pesce venduto all’ingrosso è di 5,77 euro al chilo; in decisa crescita rispetto al 2020. Il raffronto con l’anno precedente il 2020, parla, infatti, di una produzione di 10.724 quintali per un volume d’affari di 5 milioni e 485 mila euro a fronte di un prezzo medio assestatosi a 5,11 euro al chilo.

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