Cesenatico: nuove contestazioni in aula sul caso Da Vinci

Il caso dell’Hotel Da Vinci a Cesenatico (e degli abusi edilizi contestati anche al relativo stabilimento balneare) doveva arrivare ieri ad una prima stretta finale. Ma tutto per ora è rinviato al mese prossimo. Motivo: la procura della repubblica (pm Filippo Santangelo) che ieri era attesa alla sua requisitoria finale, ha invece presentato al collegio giudicante del presidente Ilaria Rosati (a latere Marco De Leva ed Elisabetta Giorgi) nuove contestazioni.

A Luciana Perugini (vedova Batani e co-proprietaria della struttura alberghiera) è stato contestato l’omesso collaudo di alcune camere dell’albergo. Tecnicamente si tratta di un collaudo firmato da un ingegnere che è uscito in passato dell’inchiesta. Collaudo che quindi non viene ritenuto formalmente valido e che riguarda parti della struttura che i questi anni hanno normalmente lavorato non essendo tra quelle poste sotto sequestro.

Altre contestazioni mosse rientrano nell’ambito della nuova legge sull’abuso d’ufficio. Normativa che se da una parte ad ora sembra potenzialmente alleggerire la posizione processuale dell’ex sindaco Roberto Buda, dall’altra hanno fatto “aggiungere” al Pm alcune violazioni da muovere a carico dell’architetto Vittorio Foschi, all’epoca dirigente all’urbanistica in Comune a Cesenatico. Si tratta di novità processuali per le quali, i difensori degli imputati hanno chiesto termini per preparare la difesa. Conseguentemente è servito anche riorganizzare il calendario delle udienze. Ci sono imputazioni per le quali la prescrizione cade a metà marzo. Così la giornata dedicata alla requisitoria del pm e della parte civile è stata ora ricalendarizzata al 26 febbraio. Mentre le difese parleranno subito prima della sentenza, il 2 marzo.

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