Cesenatico: “Non si lavora”. Minacce nella notte ai pescatori

Momenti di grande tensione nella notte tra lunedì e martedì quando una settantina di persone, in gran parte parte giunte dalla Marche ma qualcuna anche da Rimini, si sono catapultate a Cesenatico per impedire il lavoro dei pescatori locali. Bersagli di minacce pesanti sono stati una trentina di pescherecci di stanza a Cesenatico. È stato necessario l’intervento a notte fonda dei carabinieri della Compagnia di Cesenatico per controllare che l’incursione nel porto non degenerasse. Una scena di stampo squadristico, durata da mezzanotte e mezza fin verso le 4.30, che ha turbato l’intera comunità locale. E non è neppure la prima volta che accade.

Ora è probabile che almeno per questa settimana i pescherecci non prenderanno il largo per la pesca, in attesa di verificare i comportamenti della altre marinerie del centro nord. E anche per verificare gli esiti degli incontri che ci sono stati nel tardo pomeriggio di lunedì a Roma, al Mipaaf, col sottosegretario Francesco Battistoni.

Questioni calde verso la svolta

Al centro dell’attenzione è la mancata attuazione del decreto del governo, che nello scorso mese di marzo aveva stanziato 20 milioni di euro per la categoria, più il credito d’imposta sugli acquisti. Durante l’incontro al Ministero avuto da Alleanza Cooperative, che raggruppa tutte le rappresentanze del mondo della pesca, e dai sindacati col sottosegretario Battistoni, è stato assicurato che entro pochi giorni ci sarà il decreto attuativo, che dettaglierà le modalità per ottenere ristori proporzionali alla dimensione dell’imbarcazione da erogare alle imprese, sotto forma di credito d’imposta del 20% sugli acquisti di gasolio, fatti nel primo trimestre di quest’anno da chi effettua la pesca a strascico e la volante. Si concederà in questo modo la possibilità di compensare i pagamenti contributi previdenziali, l’Iva e le imposte, fin già dalla prima metà di giugno. Sempre dal Mipaaf sono arrivate anche rassicurazioni sul recente Secreto legge “Energia e aiuti alle imprese”, che stanzia 14 milioni di euro: verrà emendato per inserire l’estensione al secondo trimestre 2022 del credito d’imposta del 20%. Si istituirà inoltre un tavolo di crisi per verificare le azioni da assumere in vista delle progressive criticità e l’attivazione della cassa integrazione pesca Ccisoa, attualmente inutilizzabile nonostante le imprese versino il contributo da febbraio 2022. Tutto questo – fanno presente i pescatori di Cesenatico – poteva per la verità essere previsto prima, senza accumulare due mesi di ritardo nel dare attuazione al Decreto su ristori e credito d’imposta. Nel frattempo, il più che raddoppiato costo del gasolio mette a repentaglio la sostenibilità delle imprese di pesca.

La notte di minacce

Alla luce degli ultimi sviluppi incoraggianti, 11 imbarcazioni che effettuano la pesca a strascico a Cesenatico erano comunque uscite in mare dopo le 24 di lunedì. Ma all’improvviso hanno dovuto fare i conti con 60-70 facinorosi, per lo più volti sconosciuti, che sono arrivati e hanno bloccato il porto, impedendo anche ai pescatori in banchina di lavorare. Le intimidazioni si sono attenuate solo dopo l’arrivo dei carabinieri e quando è stato garantito che le barche uscite in mare sarebbero rientrate in tutta sicurezza.

Per fortuna, i pescatori di Cesenatico hanno mantenuto la calma, non reagendo alle provocazioni, e così si è evitato il peggio.

Il segretario della cooperativa “Casa del pescatore” di Cesenatico, Mario Drudi, stigmatizza l’episodio increscioso: «Queste persone si qualificano come movimento che lotta per i pescatori e poi fanno queste spedizioni per minacciarli, e non solo in questa occasione. I pescatori di Cesenatico hanno mantenuto la calma e il senso della ragione anche questa volta. Ma soprattutto non si sono mai e poi mai permessi in tutta la loro storia ad andare in altri porti a intimidire altri pescatori. Stanno accadendo cose per nulla belle fuori dagli organi di rappresentanza, dalle organizzazioni sindacali e dal mondo della cooperazione».

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