Cesenatico, mercato ittico: 2021 con meno pesce e prezzi in salita

Sale il prezzo di vendita del pesce al mercato all’ingrosso di Cesenatico, consolidandosi una tendenza che c’è da qualche anno e compensando il calo delle quantità di prodotto sbarcato. Nel corso del 2021, sono stati commercializzati 10.138 quintali, per un controvalore di 5 milioni e 853mila euro. Il prezzo medio generale è stato di 5,77 euro al chilo. L’anno prima, la produzione era stata di 10.724 quintali per un volume d’affari di 5 milioni e 485mila euro, con un prezzo medio di 5,11 euro al chilo. E nel 2019 erano stati messi in vendita 15.728 quintali, per un introito di 6 milioni 151mila euro, con un prezzo medio di 3,91 euro al chilo). In pratica, l’anno scorso, a fronte di una diminuzione di diminuzione di prodotto compravenduto (-5,5%), il fatturato è aumentato del 6,7% e il prezzo medio del pesceè cresciuto del 13% rispetto ai dodici mesi precedenti, quando c’era già stato un calo di produzione (-31,5%) e in quel caso anche di fatturato (-10,5% ) rispetto al 2019. Esaminando le varie specie, è diminuita la vendita del pesce azzurro trattato in sede mercatale (alici, sarde, sgomberi, suri) e anche quella delle mazzancolle e soprattutto delle canocchie. In calo anche cefali, calamari e scampi. In aumento, invece, seppie, triglie, merluzzi, altre specie che contano nella produzione locale, specialmente le prime due. L’attività del mercato, sebbene sia stata inevitabilmente condizionata ancora dalla pandemia, non si è mai fermata nel corso del 2021. Le condizioni meteomarine sono state generalmente buone, con pochissime mareggiate a impedire l’uscita in mare dei pescherecci. I mesi più produttivi sono stati marzo, aprile e maggio, e agosto e settembre. Per tutto l’anno la domanda è stata alta e costante da parte di grossisti, commercianti, pescherie e ristoranti accreditati in sala d’asta.

Mauro Graziano, presidente di “Cofac”, la cooperativa che ha in gestione il mercato ittico di Cesenatico, parla di «anno positivo, sia dal punto di vista del fatturato, aumentato di oltre 350mila euro, sia in ordine al prezzo medio, anch’esso in salita, che ha permesso di compensare la leggera riduzione della produzione. Come ente gestore siamo soddisfatti per i risultati raggiunti, nonostante le difficoltà». Dopo avere riconosciuto all’amministrazione comunale l’ottimo intervento di riqualificazione dell’intera area mercatale, che ha permesso di migliorare servizi, attività e sbarco, Graziano auspica adesso lavori per migliorare la struttura e un efficientamento tecnologico del programma di asta elettronica. Un saluto particolare lo riserva al direttore Gabriele Teodorani, che a fine anno è andato in pensione: «Ha dimostrato sempre competenza e professionalità». I nuovi ingressi sono al femminile, ed è una grossa novità in un settore, quello dei battitori dell’asta del pesce, che è da sempre prerogativa degli uomini: «Nel corso dell’anno – sottolinea, soddisfatto, Graziano – abbiamo formato due giovani astatrici, la cui presenza rappresenta una grande novità per il nostro mercato: qui non avevamo mai avuto figure femminili a ricoprire quel ruolo».

Le canocchie, che rappresentano la specie “regina” del mercato ittico di Cesenatico, sono scese da 3.412 quintali a 2.820 nel corso del 2021, ma il loro prezzo medio è cresciuto da 5,88 a 7,55 euro al chilo. È calata anche la produzione di moletti, da 445 quintali a 322: questa specie di pesce bianco ha subito un sensibile decremento di pescato negli ultimi anni. Barche meno piene, poi, di pesce azzurro (alici, sarda, sgombri, suri), sceso da 2.571 quintali nel 2020 a 2.192 nel 2021: va però detto che buona parte di questo pesce, una volta sbarcato in porto, viene direttamente caricato sui tir per essere esportato e impiegato nell’industria di trasformazione e nelle grandi reti di distribuzione commerciale (2.500 tonnellate il dato del 2020). In calo pure la vendita in sala d’asta delle mazzancolle: da 342,5 a 245,5 quintali. È andata decisamente meglio del 2020 la stagione autunnale della triglie, che da 547,7 quintali hanno raggiunto 847,7 quintali (ma erano 1.527 nel 2019) e hanno visto crescere il prezzo medio da 2,57 a 2,87 euro al chilo. Bene la pesca primaverile-estiva delle seppia, da 910,5 a 1.030 quintali, con prezzo salito da da 9,40 a 10,43 euro al chilo, e i merluzzi (98 quintali) e i cefali (783 quintali). Stabili le mazzole (127 quintali).

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui