Cesenatico, la protesta dei pescatori contro la Unione Europea

Protesta dei pescatori a Cesenatico, come anche a Rimini e a Porto Garibaldi, contro la Commissione Europea, che ogni anno impone la progressiva riduzione dell’attività di pesca professionale a strascico e a traino. Scelte che si traducono nella costante riduzione delle giornate di lavoro.

L’Alleanza delle Cooperative italiane – il coordinamento nazionale con Agci Agrital, Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare Nord Italia – ha chiamato a raccolta i pescatori e le marinerie locali al grido “Salviamo la pesca”. Oltre a essere in gioco la redditività, e quindi il lavoro di barche ed equipaggi, è a rischio anche la filiera del pesce “fresco” sbarcato dai pescherecci delle marinerie italiane. Ieri al Mercato ittico all’ingrosso si sono ritrovati per far sentire la loro voce i pescatori di Cesenatico. Sergio Caselli di Alleanza delle Cooperative è stato chiaro: «Se la Commissione europea ha intenzione nei prossimi anni di tagliare ulteriormente del 30-35% la pesca, riducendo l’attività a 2 sole giornate la settimana, la situazione diverrà insostenibile. In Emilia-Romagna in 25 anni il calo di tutti i mestieri di pesca è stato del 50%, da 1.200 barche si è passati a 530. Oggi il fermo per la pesca a strascico raggiunge già le 60-70 giornate all’anno. Noi non demordiamo e andremo a Bruxelles».

L’assessore comunale alla pesca Mauro Gasperini è netto: «Per Cesenatico il venir meno di questo settore primario significherebbe il crollo dell’economia. Non chiediamo privilegi ma di salvaguardare natura e caratteristiche del nostro porto sul quale negli ultimi anni abbiano investito 3,5 milioni di euro». Il presidente della coop “Casa del pescatore”, Giuliano Pagliarani, un trascorso di funzionario Ue, non usa mezzi termini per dire che le responsabilità non sono solo quelle di Bruxelles, ma vanno ricercate anche in certi atteggiamenti dei vertici del Mipaaf, il ministero italiano. Claudio Cesarini, presidente dell’Associazione produttori pesca di Cesenatico è il solo che negli ultimi anni ha deciso di rimettere in mare una barca a strascico. «Ancora reggiamo ma non possiamo permetterci altre riduzioni». Maurizio Cialotti, capitano di lungo corso per la pesca “a volante” del pesce azzurro, afferma: «Lo strascico e la volante hanno avuto delle pesanti restrizioni. Non è con il taglio indiscriminato delle giornate di pesca che si preserva il mare, quando in passato la stessa Ue ha sostenuto l’armamento di grandi barche e motori sempre più potenti.Le misure da prendere sono altre, vanno studiate».

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