Cesenatico: “la famiglia dei lupi non è un pericolo”

Sono arrivati con un’autostrada naturale che forse in questo momento è “interrotta per lavori”. Non è una rarità in zona pianeggiante e non deve essere vissuta col pathos di sentirsi in pericolo. Sono più loro che non avrebbero piacere di vedere gli umani viceversa.

È in estrema sintesi il pensiero di Sandro Brina: cesenaticense, tecnico dell’avifauna e direttore dell’Oasicostiera locale sul “caso” del video di una famiglia di lupi (padre, madre e un cucciolo) che si è insediata a Sala.

«Una situazione normale e che va vissuta da tutti senza allarmismi così come la sto vivendo io – spiega Brina – I lupi, come altre specie selvatiche locali tra i mammiferi, si stanno propagando un po’ ovunque. Personalmente nel parco naturale del Fiume Savio a Cesena ne ho trovato tracce certe più volte. Non danno fastidio a nessuno, si muovono di notte ed a contatto con la vita domestica delle persone ci possono arrivare come accade di frequente anche con le volpi: che girano al buio per mangiare qualche gallina, cosa che viene ritenuta da tutti pressoché normale».

La pianura non è mai stata terra di lupi. Figuriamoci così vicino al mare. «Bisogna pensare che in natura, per gli uccelli come per i mammiferi, i fiumi ed i corsi d’acqua sono una sorta di autostrada da percorrere. Sfruttando la vegetazione fitta per trovare riparo e cacciare. I lupi come altre specie usano queste “autostrade”. Poi, sulla via di ritorno verso la collina e la montagna, magari nel frattempo il consorzio di Bonifica o altri umani autorizzati tagliano vegetazione e canne palustri per eseguire delle sistemazioni. Ai lupi poco importa perché gli umani abbiano così deciso di fare. Ma l’autostrada se non è più sicura e non è più posto dove nascondersi bene non la usano più per tornare indietro. Almeno fino a quando non tornerà (per loro) agibile».

È la tesi più probabile della strada che ha portato questi lupi a Sala.

Anche se c’è chi giura di averli visti nelle scorse settimane anche più verso Cesena, in zona Bagnarola – Macerone: «Aspetteranno l’occasione buona per tornare in aree meno abitate e quindi per loro più tranquille. Qui a Sala l’agricoltura ha presenze nei campi molto spesso anche durante l’inverno, ci sono postazioni di caccia anche a 150 metri dalle case. Tutte cose che spaventano i lupi e dalle quale vorrebbero, potendo, allontanarsi. Anche perché ai loro occhi, in natura, i veri alieni siamo noi umani non loro».

Non manca qualche apprensione tra i residenti: «Da zoologo ed ornitologo l’unica cosa che mi viene in mente di suggerire è che se proprio qualcuno è solito andare col suo cane di taglia piccola a passeggiare in zone rurali disperse ed isolate, sarebbe ora meglio lo facesse tenendolo al guinzaglio. Per il resto massima tranquillità anche nelle occasioni i cui possa capitare di scorgere un lupo. L’incontro sarà sicuramente fugace per scelta degli animali. Le massime autorità forestali sono state avvertire. Monitoreranno ed ispezioneranno a chiamata nel caso si debba verificare che questa famiglia di lupi provi o riesca a cibarsi di qualche animale di piccola taglia degli allevamenti rurali. Cosa che saltuariamente avviene anche con le volpi e per la quale non c’è da avere paura».

Sandro Brina ricorda anche l’ultimo episodio in cui i naturalisti cesenaticensi si erano attivati: «Un paio di anni fa un capriolo era arrivato a correre sulle dune della spiaggia di Cesenatico. Lo abbiamo sospinto ed aiutato ad attraversare la Statale Adriatica: il maggiore pericolo che avrebbe dovuto passare sul fronte e ritorno. Il lupo per tornare da dove è venuto non avrà bisogno di alcun aiuto. Intanto è bello sapere che c’è e sarà bello poterlo scorgere anche solo per pochi istanti a chi dovesse capitare di imbattersi. Come in tempi recenti avvenuto nella pineta di Classe, dove si sono anche riprodotti, o in zone a ridosso di Cesena come Borgo Paglia e Calisese.

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