Cesenatico, incontro per combattere la criminalità organizzata

Contro ‘ndrangheta e criminalità organizzata scende in campo “Sos Impresa Rete per la legalità”. A rivendicare e difendere la libertà d’impresa come anche la sicurezza e la convivenza sociale in una realtà economica e produttiva come la Riviera Romagnola. La richiesta è anche quella che le imprese danneggiate o che abbiano subito estorsioni possano accedere ai ristori.

Luigi Cuomo e Giancarlo Melandri, presidenti nazionale e regionale di Sos Impresa, insieme a Matteo Pasi e Davide Marani, rappresentanti di Pereira associazione promotrice percorsi educativi su cittadinanza e legalità, hanno incontrato il sindaco Matteo Gozzoli. Erano presenti anche da Monica Ciarapica presidente Confesercenti Ravenna-Cesena, Lorena Della Motta, presidente Confesercenti Cesenatico, Graziano Gozi, direttore Confesercenti Ravenna-Cesena, Barbara Pesaresi, responsabile Confesercenti Cesenatico.

La richiesta è che Cesenatico e la Riviera restino – o tornino a esserlo – impermeabili alla criminalità organizzata. Altrimenti sarebbe la fine di un modello sociale ed economico, che premia laboriosità,inventiva, benessere, convivenza e libertà d’impresa.

Nell’incontro si è cercato di analizzare e comprendere la stato di salute del territorio rispetto alle infiltrazioni della ‘ndrangheta e della criminalità legata all’imprenditoria, i cui segnali c’erano da alcuni anni e state scoperchiare di recente dall’indagine della Guardia di finanza e della Direzione distrettuale antimafia. “Sos Impresa” sottolinea «l’ottima operazione di contrasto alle attività criminali e le infiltrazione di stampo ‘ndranghetiste scoperte», con 23 misure cautelari (di cui 4 in carcere e 3 ai domiciliari). In particolare erano specializzati anche a Cesenatico in compravendite e passaggi di gestione illeciti di negozi, bar e società nel campo dell’edilizia, della ristorazione e dell’industria dolciaria. Sono stati sequestrati beni per 27 milioni di euro.

Un ringraziamento speciale “Sos Impresa” lo ha riservato a Gozzoli «per la prontezza delle segnalazioni inviate che hanno dato importante sostegno alle indagini svolte». È stato chiesto a Gozzoli «di invitare le imprese danneggiate ad accedere ai ristori da perdite per attività estorsive».

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