A meno di un anno dalla fine della legislatura il sindaco Matteo Gozzoli fa il punto su quanto fatto e conferma l’intenzione di candidarsi ancora da primo cittadino. E parte da un turismo che sta recuperando e che all’inizio dell’estate nessuno immaginava che potesse dare un pienone di Ferragosto così.

Turismo, la stagione è stata recuperata?

«Se pensiamo ai tanti dubbi che avevano tutti ancora a primavera inoltrata, mi sembra che si siano raggiunti risultati insperati. Dal nostro osservatorio ci risulta quasi tutto esaurito, anche se a causa dei vari distanziamenti forse gli incassi potrebbero essere minori rispetto agli anni scorsi. Ma già il fatto che ci sia penuria di ombrelloni fa capire la risposta che si è avuta in città, grazie anche al bonus vacanze e agli appelli a trascorrere le ferie in Italia. Possiamo dire che da metà luglio in poi sta andando meglio di quello che si immaginava».

Ma con Ferragosto finisce tutto?

«Speriamo proprio di no. Gli altri anni nell’ultima decade del mese di agosto c’erano numeri importanti. E contiamo di avere parecchi turisti. Il trend si annuncia positivo anche per settembre, sperando che il bel tempo tenga. E sarà un mese fondamentale per la remuneratività delle imprese alberghiere, che quest’anno hanno perso la primavera e in gran parte giugno».

Poi in autunno ci sono manifestazioni importanti…

«La tappa del Giro d’Italia, innanzitutto. Certo, non sarà come doveva essere a maggio abbinata alla Nove Colli. Il Covid ci ha fatto saltare il risultato di due anni di lavoro. Per la Nove Colli del cinquantenario bisognerà aspettare il maggio 2021 e nella settimana successiva avremo la Spartan Race, saltata quest’anno e per la quale puntiamo a 3-4mila iscritti. Comunque sarà importante anche la tappa del Giro di ottobre, alla quale abbineremo domenica 18 una nuova cicloturistica intitolata “Sulla strada della Nove Colli” per la quale contiamo di avere 2-3mila iscritti. E dopo una decina di giorni ci dovrebbe essere la festa autunnale del pesce, che contiamo di riuscire a fare. Covid permettendo».

Già, il Covid. Ultimamente sembra legato al turismo e anche ai rientri dall’estero…

«Negli ultimi giorni ci sono stati alcuni campanelli d’allarme. Speriamo che con la nuova ordinanza si controllino meglio i rientri dal punto di vista della prevenzione. Invece i turisti arrivati in Riviera e che sono risultati positivi mi sembra abbiano numeri marginali e siano casi isolati».

A proposito di ordinanze, cosa pensa di quella sulle discoteche?

«È stata fatta con poco preavviso e sicuramente avrà creato problemi organizzativi per gli eventi già preparati. L’ordinanza credo che sia stata resa necessaria per le situazioni che sono state osservate da più parti. Bisogna garantire gli interessi economici degli imprenditori, ma anche e soprattutto prestare la massima attenzione alla curva dei contagi».

Casi di assembramento ce ne sono stati anche a Cesenatico…

«In vari locali, soprattutto tra fine luglio e inizio agosto, anche se i controlli continueranno ovunque. Certo, il caso più eclatante è stato quello del Bagno Cala Romeo, ma lì l’intervento delle forze dell’ordine è stato tempestivo e hanno fatto i verbali. Poi siamo ancora in attesa delle scelte su eventuali sanzioni».

Già, le forze dell’ordine. Un bel problema senza il posto di polizia? E le coltellate di giugno?

«Le coltellate sono indubbiamente un fatto grave, ma hanno avuto anche una vasta eco per il rimbalzo della vicenda sui social. Da noi mai cose particolarmente grosse, ma parecchi anni fa c’erano stati episodi da tenere sotto controllo al Molo della Notte e a Villamarina, prima che si creasse Zona Cesarini. Per quanto riguarda i numeri delle forze dell’ordine, con l’emergenza Covid è saltato il posto di polizia e non sono neppure arrivati i rinforzi per carabinieri e guardia di finanza. Sono utili le pattuglie del fine settimana garantite dalla questura. Ma Cesenatico passa in estate da 25mila a 100mila “abitanti” e deve essere considerata. Da giugno a settembre siamo praticamente la prima città della provincia. E nei tavoli dobbiamo portare questi concetti. Lo avevamo già fatto, poi il Coronavirus ha fermato un po’ tutto».

Quindi sarà un tema da riproporre da parte del prossimo sindaco. Gozzoli cosa fa? Corre ancora?

«A luglio ho incontrato i vertici del Pd comunali e comprensoriali e ho dato la mia piena disponibilità per un eventuale secondo mandato. Ho chiesto che a settembre inizi un percorso di valutazione sul mio operato».

Il rapporto coi 5 stelle?

«Ci sono dinamiche locali molto differenti da quelle nazionali. In questi anni non ci hanno neppure appoggiato su tematiche che potevano essere a loro vicine, come la ciclovia, la Prealpi o l’urbanizzazione molto ridotta in zona depuratore. E hanno portato avanti critiche non costruttive, fatte a prescindere. Insomma, sono disponibilissimo al confronto, ma sono scettico».

E quindi con chi si potrebbe presentare?

«Partiamo da una coalizione solida, a partire dai repubblicani e proseguendo nel campo progressista. Una lista civica? C’era già nel 2016, certo che mi piacerebbe che fosse di nuovo messa insieme, con spazio a esponenti della società civile».

Ma è soddisfatto di questi primi quattro anni?

«Ho sempre parlato poco del passato e guardato avanti, ma bisogna considerare da dove siamo partiti. Il primo assestamento di bilancio nel luglio 2016 è stato di oltre 4 milioni di euro, la progettazione delle opere pubbliche era ferma, a lungo eravamo in difficoltà a fare i pagamenti. Insomma, è stata una partenza ad handicap, per oltre un anno senza risorse per far nulla. E quando abbiamo iniziato a vedere la luce è arrivato il Coronavirus. Ma cose buone ne abbiamo fatte».

Ad esempio?

«Ad esempio la sistemazione dell’area portuale, con 5 milioni di contributi ottenuti partendo da zero. E nei prossimi mesi si vedranno parecchi cantieri. La ciclovia del Pisciatello insieme a Cesena era ferma dai primi anni Duemila e invece il cantiere partirà entro fine anno. Per il ciclodromo abbiamo firmato l’accordo con Ausl e Asp, ci sarà anche un parco, e i lavori inizieranno in autunno. E poi i finanziamenti del progetto Waterfront che dopo l’estate ci consentirà di fare le fogne nella zona colonie di ponente, attese da una vita. Invece sembra al capolinea la questione dell’Ambito 1 delle colonie senza che i privati si siano mossi. Ora agiremo con una visione diversa. L’idea è di farne un polo tra sport e natura che potrebbe essere unico a livello regionale. È una occasione di qualificazione unica».

Serve però il Piano urbanistico. A quando il Pug?

«Abbiamo avuto qualche rallentamento dovuto anche al lockdown. In autunno entriamo nella fase decisiva, poi il tempo per le osservazioni, ma spero di portarlo all’approvazione del consiglio comunale entro la fine dell’anno».

In una legislatura ci sarà anche qualche rammarico per le cose che non è riuscito a fare…

«Le prime cose che mi vengono in mente è che volevo ridurre maggiormente la pressione fiscale, anche se siamo riusciti a tirar giù di un punto l’Irpef. Poi rimane il nodo della Vena Mazzarini, un’area importante ma per la quale non ci sono al momento né risorse né bandi. Sarà una sfida per il futuro. E poi l’ex Nuit, un’area degradata in pieno centro fin dal 2012. Ma è un’area privata anche se stiamo cercando un accordo con il curatore fallimentare per farne uno spazio pubblico importante. Magari con una arena per gli eventi».

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