Cesenatico e le lezioni in tensostruttura, il preside del Da Vinci: “Protesta inopportuna nei toni”

La prospettiva di dover tornare a fare lezioni dentro la tensostruttura utilizzata come aula fa scattare la protesta all’istituto Da Vinci. Genitori alunni e insegnati hanno annunciato una marcia per oggi pomeriggio. Da quella protesta prende le distanze il dirigente scolastico Massimo Dellavalle che definisce l’iniziativa «inopportuna, anche nei toni».

Quella della tensostruttura è una soluzione temporanea e la previsione è che alcune classi dovranno alternarsi anche l’anno prossimo nel fare lezione lì dentro. A rendere necessaria, almeno nell’immediato, questa soluzione d’emergenza è stato il fatto che per l’anno scolastico 2022-2023 le iscrizione all’Istituto “Leonardo da Vinci” sono aumentate. «Non si voleva lasciare fuori nessuno». Così il dirigente scolastico Massimo Dellavalle risponde nel merito alla protesta. Protesta annunciata per oggi alle 14 con concentramento in piazza Carlo Pisacane da dove muoverà il corteo fino a raggiungere piazza Andrea Costa. Questo per per chiedere un’adeguata struttura scolastica. La protesta, spiega Dellavalle, «non è certo partita dalla scuola, è una presa di posizione alcuni docenti. La giudico inopportuna, anche nei toni. Dirigo questo istituto dal 2019 e il problema degli spazi c’è sempre stato. C’è collaborazione con la Provincia per arrivare a trovare una sistemazione e dei locali in grado di ospitare le nuove classi».

Una circostanza che conferma anche il presidente della Provincia Enzo Lattuca: «La decisione, che non è nuova, non è stata calata dall’alto, ma è presa insieme alla scuola. Sono stato dall’altra parte, la protesta è legittima ed è giusto chiedere una sistemazione più definitiva, ma bisogna fare i conti anche con la realtà e questa è la soluzione migliore che avevamo a disposizione».

«Mi rendo conto che non sia un qualcosa di ideale – prosegue il dirigente Dellavalle – ma è l’unica che c’è e che si poteva adottare. Le turnazioni saranno brevi e faremo il possibile per rimediare, ma l’anno prossimo al liceo le classi passeranno da 25 a 26. Potevamo anche decidere a chiudere le iscrizione, e quindi ridurre il corpo insegnanti, ma si è voluto dare una risposta a tutte le esigenze degli studenti».

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