Cesenatico, il Moulin Rouge di Ivan Boschi al Comunale

Ripensare alla Belle Époque come a un tempo di libertà di istinti e passioni; idealizzare i bohèmiens come romantici sognatori; fare rivivere il “mulino rosso” della Parigi fra vecchio e nuovo secolo come un “can-can” che ha ancora voglia di ballare. Il “Moulin Rouge” della Parigi fin de siècle si riaccende da stasera alle 21 nel teatro Comunale di Cesenatico.

Fino a domenica 6 marzo debutta Moulin Rouge il musical, nuova produzione di Ivan Boschi e della sua compagnia Ndo (New dance organization), gruppo semi professionale al suo 30° anno di vita. Fin da “Jonas dei miracoli” (1992), il cesenaticense Ivan Boschi (1965) sorprese per professionalità e capacità di coinvolgimento, con allestimenti rari in provincia.

Ha guardato al musical d’Oltreoceano per stile e metodologia per realizzare produzioni autorevoli. Ora, con la prima di “Moulin Rouge”, Boschi sembra guardare indietro, alla vecchia Europa, a un diverso modo di fare spettacolo. Lo fa con un cast di una decina di attori, con un corpo di ballo curato da Prisca Camanzi di Retrò Palco dance school, con voci del cesenate Coro lirico “Alessandro Bonci”. È un cast composito per uno spettacolo che pensa già di poter viaggiare.

A cosa si deve Ivan questa sua voglia di Belle Époque?

«Da anni avrei voluto portare in scena “Moulin Rouge” per la romanticità avvolgente, ma solo ora ho trovato il cast giusto. La pandemia ci ha costretti a ritardare di un anno la prima, ma ci siamo. Credo che questo “spettacolo spettacolare” come si dice nella storia, sia convincente».

A cosa si ispira la vicenda?

«Mi rifaccio a quella del film omonimo di vent’anni fa (2001) del regista Baz Luhrmann, con Nicole Kidman ed Ewan McGregor. Sono stato contagiato da quella storia d’amore sfuggente dove ci si promette eterno amore; l’amore fra il sognatore Christian e la star del Moulin Rouge Satine, frenato però dagli accidenti della vita, in questo caso la malattia di Satine. Pure essendo un plot utilizzato da secoli, dall’opera “Traviata” a film come “Love story”, il racconto di “Moulin Rouge” mi ha rapito più di altre e toccato il cuore con struggimento. Mi auguro che riusciamo a farlo arrivare al pubblico in modo emozionale».

Cosa intende per cast giusto?

«Occorreva poter contare su di un corpo di ballo e su voci adeguate. Unendo la miscela di Retrò Palco e Coro Bonci, quest’ultimo conosciuto tramite social, abbiamo creato le basi, aggiungendo poi i protagonisti. Fra questi Valentina Gessaroli (Satine), Claudio Savorelli (Christian), Michele Quaranta (titolare del Moulin Rouge), Nicola Bevilacqua (Toulouse-Lautrec), Cristiano Martina (duca di Monroth)».

Cosa distingue Moulin Rouge da altri lavori di Ndo?

«Credo sia una cura dei particolari più maniacale. È la produzione più dispendiosa, anche per consulenze professionali, registrazioni e arrangiamenti musicali, cambi scena nei due atti, e pure un pianista che introduce l’atmosfera nel foyer. Non può finire qui, ma intanto debuttiamo nella nostra Cesenatico».

Trent’anni di attività sono tanti per una compagnia di musical semi professionale. Come iniziò l’avventura e quale futuro per la Ndo?

«Da giovane ballavo a Imola in un gruppo di rock’n’roll acrobatico. Conobbi il regista Gianfranco Kelly di Crevalcore, e cominciai a fare con lui spettacoli di cabaret e varietà di musica e ballo. Negli anni Ottanta provai i miei primi lavori fino a creare una compagnia per musical coinvolgenti. Degli storici di allora siamo rimasti in cinque, ma sto cercando di allargare a nuove generazioni di appassionati. Fra questi c’è anche mia figlia Vittoria, 13 anni. Il musical è un toccasana per alleviare lo stress del lavoro (è direttore di Mediaworld, ndr). Ammetto però che prima di chiudere ho ancora in serbo un paio di nuovi allestimenti».

Info: 388 1142484

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