Cesenatico, “Il mio nome è Garibaldi, Annita Garibaldi”

Annita Garibaldi Jallet è nata in Francia il 25 maggio 1942 e da anni vive a Roma. È figlia unica di Sante Garibaldi e Beatrice Borzatti. Sante era figlio di Ricciotti, quarto e ultimo figlio di Giuseppe e Anita, e di Harriet Constance Hopcraft. Annita Garibaldi sposata con Pierre Jallet ha tre figli e sei nipoti. Ha insegnato Diritto costituzionale alla Facoltà di Giurisprudenza e presso l’Istituto di Scienze politiche di Bordeaux, e in Italia all’Università di Siena e alla Luiss di Roma. Studiosa di storia risorgimentale, è entrata a fare parte del Comitato nazionale per le Celebrazioni del Bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi ( 2007 ) e del Comitato per il 150° dell’unità d’Italia ( 2010). È tuttora presidente dell’Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini, riconosciuta dal Ministero della Difesa.

Nello scorso week-end è tornata a Cesenatico: l’ultima volta che prese parte alla festa di Garibaldi a Cesenatico fu cinque anni fa, anche se in Romagna e in particolare a Cesenatico è di casa, nutrendo grande affetto per le tante memorie garibaldine presenti, per il ricordo della “Trafila Romagnola” e il culto di Garibaldi e di Anita che qui ancora si conserva intatto.


Che ricordi ha della Romagna?


«Tantissimi. Qui ho davvero tanti amici. Venivo a Cesenatico anche da bambina. A Rimini la mia famiglia aveva un villino. Veniva sempre d’estate a trascorrere le vacanze. Fino ad alcuni anni fa avevo anche una zia in zona, mia mamma era originaria di Bologna».


Lei è una discendente di Anita di cui quest’anno ricorrono i 200 anni dalla nascita. La figura di questa donna morta proprio da queste parti, alle Mandriole di Ravenna a soli 27 anni, è ancora di attualità?

«Direi proprio di sì. Rappresenta il prototipo di quelle donne che si batterono per l’emancipazione femminile. Il coraggio di quelle che pur sapendo i rischi che correvano fecero la Resistenza. Ma direi anche di quelle donne vessate e vittime ancora oggi nel mondo. Di quelle madri che con in grembo i loro figli attraversano il mare, soffrono stenti e rischiano la vita per dare loro un futuro diverso. Anita è stata un’antesignana di un mondo che pensava e agiva anche al femminile».


Lei è stata una docente di Diritto costituzionale. La Costituzione italiana andrebbe oggi modificata per adeguarla ai tempi?


«La nostra è un’ottima Costituzione. Quando i padri costituenti la scrissero ebbero grande lungimiranza. Seppero accordarsi per il bene del Paese. La prima parte, i fondamenti dei diritti e dei doveri, è immodificabile. Per la seconda, quella dell’organizzazione e funzionamento dei poteri dello Stato le eventuali modifiche vanno sempre condivise. E mai frutto di una sola parte parlamentare. In Italia il problema piuttosto sono le troppe leggi che si sovrappongono».


Vaccini anti Covid e green pass, lei cosa ne pensa?


«Io sono vaccinata e il green pass ce l’ho. Vincere questa pandemia sta nelle mani della scienza, dei ricercatori, anche nei nostri atteggiamenti. Vaccini e green pass non sono tanto e solo una garanzia verso noi stessi e i nostri cari, sono un dovere per la nostra libertà. Libertà che è qualcosa di ben diverso dall’individualismo che serpeggia».

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