Cesenatico, il Merendero compie 30 anni e fa festa

Tutto inizia nel 1992 con Marco e Licia, due giovani appena ventenni trasferitisi a New York alla ricerca dell’hamburger “perfetto”; dopo essere entrati in contatto con il diffusissimo street food della Grande Mela i due, spinti da Graziano, il padre di Marco, decidono di portare le conoscenze acquisite al di qua dell’oceano, più precisamente a Cesenatico, in viale Carducci 12. Nasce così il Merendero, nome influenzato dall’esperienza lavorativa in Spagna di Graziano. Il locale proprio oggi copie 30 anni di attività.

«Merendero è una famiglia, un cocktail bar hamburgeria gestito da un gruppo di ragazzi con voglia di sperimentare, giorno dopo giorno, ricette varie del mondo del fast food, sempre attenti alla ricerca della giusta atmosfera, che noi chiamiamo Buena Onda», asserisce Giacomo Frigoli, figlio dei due leggendari fondatori.

«Siamo in tutto 25 ragazzi molto legati tra loro e negli ultimi anni siamo riusciti a rimanere aperti tutto l’anno, in modo da far continuare a lavorare i giovani del posto tramite contratti più lunghi e mantenere uno staff preformato in vista dell’estate» continua Frigoli, che tuttavia specifica la continua disponibilità all’assunzione e formazione di nuovi membri, anche minorenni, perché «Crediamo nella formazione di ragazzi, anche giovanissimi. Pensiamo che con la giusta spinta e la giusta motivazione ognuno possa essere fondamentale».

Il motto del locale? «Diventare grandi con le persone a cui vogliamo bene». I risultati non si fanno certo attendere: il locale occupa il primo posto su Tripadvisor tra i fast food di Cesenatico ed è fisso nel podio come miglior ristorante. Come ribadito più volte dallo staff, i ragazzi amano non prendersi sul serio e scherzare, sebbene dietro le quinte ci sia un’enorme preparazione, tra le riunioni settimanali e giornaliere, l’accurata selezione della materia prima e il caloroso trattamento del cliente, sette giorni su sette, dalle 11 alle 3 di mattina.

«Uno dei nostri obiettivi principali è quello di creare atmosfera e fare sentire a casa chi viene. L’accoglienza del cliente è fondamentale, bisogna avere passione nella ristorazione, e chi non ha voglia di farlo può anche cambiare lavoro» spiega Frigoli. «Abbiamo una serie di clienti affezionati. Li chiamiamo i gringos. Ci sostengono e sono da noi tutti i giorni, è un po’ come se fossero parte dello staff».

«Dopo 2 anni di stop a causa Covid, quest’estate contiamo di ricominciare a fare eventi, tra i quali la serata del 13 giugno, dove ci saranno i ragazzi di “Progetto porto”, una realtà creativa che organizza eventi artistici, oltre al dj set con musica selezionata per fare festa». Una serata di musica e divertimento per fare un tuffo nel passato con i “gringos”, clienti nuovi o semplicemente «chi capita a passare di lì». Dalle 19 l’aperitivo “till late”, come scritto nel volantino.

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