Cesenatico, il dragaggio del porto canale inizia il 10 ottobre

Concluse le pratiche, finalmente arriva anche la data certa del dragaggio. L’appalto era già stato affidato dieci mesi fa a un raggruppamento di imprese specializzate.

L’inizio dei lavori è previsto per lunedì 10 ottobre. Quando pontoni e benne scavatrici verranno posizionate in porto. Valore dell’opera – con le somme già stanziate – 1,1 milioni di euro.

Il dragaggio del porto canale sarebbe dovuto incominciare già dopo Pasqua. Salvo poi nel frattempo inserirsi il Ministero delle infrastrutture e mobilità che ha richiesto un supplemento di analisi. Perciò a stagione iniziata e col gran caldo alle porte non si poteva far altro che rinviare ancora una volta all’autunno. Impossibile movimentare d’estate metri cubi di fango, sabbia e limo dal fondo del porto alla superficie, e poi far muovere in centro urbano camion cassonati, con dentro il materiale prelevato dal fondale, da avviare in discarica a Verona.

Adesso è stata fissata la data del 10 ottobre per il dragaggio di un tratto che va dall’imboccatura del porto sul mare fino a piazza Ciceruacchio, all’interno del canale. L’obiettivo è ripristinare le volumetrie necessarie per rendere sicura la navigazione e l’attracco di barche e pescherecci alle banchine, ma anche per aumentare la capacità d’acqua, che l’invaso sarà in grado di contenere, senza rischi di esondazione.

Si tratta di un dragaggio di una sola parte del porto canale, per una lunghezza di oltre 500 metri lineari, per una larghezza dai 20 ai 50 metri. Con un milione di euro finanziato dalla Regione Emilia Romagna. Il tratto interessato è considerato nevralgico per la navigazione sia per la pesca che per l’attività diportistica e di trasporto passeggeri. In passato erano stati condotti i rilievi batimetrici, a misurare i diversi livelli di profondità del porto e analizzare qualità e quantità della sabbia e del fango oggetto del dragaggio. Anni fa era stato lo stesso circondario marittimo di Cesenatico e il comandante del porto a segnalare il problema dei bassi fondali, specie in costanza di bassa marea; a rischio di incaglio per le chiglie delle barche e dei pescherecci al rientro in porto a pieno carico.

L’obiettivo dell’intervento è quello di ripristinare una batimetria di meno 3/3,50 metri dal medio mare. Il volume dei fanghi di cui si prevede lo smaltimento – con modalità differenti – stando al piano dell’ingegner Simone Morini è di 5.105 metri cubi. Dei quali 2.240 da rilasciare in mare (in zone autorizzate al largo) e 2.865 (tanto più impegnativi e costosi da smaltire) da trasportare e conferire in discarica autorizzata, individuata nel Consorzio Cerea di Verona. Gli ultimi dragaggi recenti risalgono al 2016, quantunque siano stati molto parziali e contenuti in estensione.

I lavori se lisono aggiudicati un raggruppamento temporaneo di imprese specilizzate formato da Ecotec di Rimini e La Dragaggi Srl di Venezia, dietro un ribasso del 6% sulla base d’asta di 954mila euro.

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