Cesenatico, il caro gasolio ferma la pesca: Roma stanzia 20 milioni

Il caro carburanti fa una “vittima”: la pesca, dove il costo del gasolio in pochi mesi è quasi triplicato, passando dai 40 centesimi dell’autunno 2021 a 1,10-1,20 euro al litro attuali. Una corsa al rialzo che appare inarrestabile.

I costi per l’acquisto del gasolio per mandare in mare le barche da pesca sono lievitati in maniera esponenziale. Si è quindi deciso di fermare l’attività, intanto che si individuano e valutano possibili soluzioni. Un’idea era quella di anticipare fin d’ora il fermo pesca stagionale, in modo da prendere tempo e garantire economicamente gli imbarcati. Ma sembra tramontata dopo gli aiuti garantiti da Roma ieri sera. Intanto almeno per tutta la settimana in corso, i pescherecci che effettuano la pesca a strascico e “a volante” avevano deciso di stare fermi in porto, ma la protesta potrebbe rientrare. Si tratta di barche e sistemi di pesca che per lavorare hanno bisogno di un quantitativo di gasolio dai 3mila ai 7mila litri la settimana.

Una decisione che da lunedì si è estesa pur con diversi accenti alle marinerie di Veneto, Emilia Romagna, Marche e al resto d’Italia. Nella marineria c’è un problema gigante legato al prezzo del petrolio le cui quotazioni rincarano del 5/6 per cento ogni giorno. Una tendenza insostenibile con un prezzo del greggio a 130 dollari al barile e con una previsione che possa arrivare fino a 180 dollari. Per le imprese di pesca si traduce in costi insostenibili, dagli effetti pesantissimi, tali da non essere conveniente e remunerativo andare in mare. Con un carburante arrivato a costare anche 1,20 euro al litro, quantunque il gasolio per la pesca sia già esente di accise e di Iva.

La situazione è in continuo mutamento. Ieri sera da una riunione a Roma tra le organizzazioni dei pescatori e il Mipaaf è emerso lo stanziamento di 20 milioni di euro con provvedimento d’urgenza a sostegno del comparto. Il sottosegretario di stato al Ministero per le politiche agricole e alimentari, Francesco Battistoni, ha annunciato la prossima adozione di un provvedimento ministeriale d’urgenza che offra un sostegno finanziario alle imprese di pesca colpite oltre che dall’emergenza sanitaria anche dalla crescente crisi energetica. L’ipotesi è quella di un’iniezione finanziaria di 20 milioni di euro. Annunciata anche la velocizzazione delle liquidazioni degli indennizzi Covid e la costituzione di un tavolo di confronto Mipaaf, Ministero del lavoro e Ministero dell’economia e finanze per sciogliere gli altri nodi sul tavolo, a cominciare dal completamento della riforma degli ammortizzatori sociali. Da ultimo la stessa Commissione europea ha chiesto agli Stati membri, quindi anche all’Italia, di indicare l’impatto che i recenti accadimenti stanno producendo sul settore, nell’ottica di adottare strumenti d’emergenza in grado di alleviare le enormi difficoltà.

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