Cesenatico, eolico in mare: sì dei pescatori ma a certe condizioni

Pescatori a consulto per valutare i riflessi di due progetti eolici nell’Adriatico: uno a Ravenna e l’altro che da Cervia si allunga fin dopo a Bellaria. Il tutto a 16-18 miglia dalla costa. I lupi di mare di Cesenatico riconoscono il valore strategico degli impianti per produrre energia verde e rinnovabile, ma al tempo stesso vogliono garanzie a salvaguardia dell’attività di pesca. Il mega progetto prevede 75 turbine: 55 al largo di Ravenna (Romagna 1), tra Porto Corsini e Lido di Classe; le altre 20 andando in direzione sud-est verso Cervia, fin dopo Bellaria. Qui si pensa di riconvertire le piattaforme dismesse in modo da produrre idrogeno dall’acqua. Si tratta del protetto “Agnes”, in grado di produrre energia rinnovabile per coprire il fabbisogno di 500.000 famiglie. L’altro ieri ne hanno parlato a Ravenna, nell’ambito della giornata centrale dell’Omc (Offshore Mediterranean Conference), specialisti del gruppo ravennate “Qint’x”, specializzato in fotovoltaico, eolico, idroelettrico ed e-mobility. L’investimento stimato ammonta a 1,8 miliardi di euro. Oltre al parco eolico, si prevede di montare elettrolizzatori su piattaforme di metano dismesse per produrre 4.000 tonnellate all’anno di idrogeno. Integrato a esso, dovrebbe nascere un campo fotovoltaico fluttuante. I pescatori, specialmente quelli dello strascico, sono i più toccati da un progetto del genere. Si aspettano di potere continuare a calare le reti all’interno del parco eolico, nel rispetto delle prescrizioni fissate dall’autorità marittima. Chiedono di studiare e sperimentare la possibilità di realizzarvi nella zona impianti per allevare pesci e di essere autorizzati, di tanto in tanto, a “ripulire” i piloni per raccogliere i mitili che crescono in quei contesti. Sergio Caselli, responsabile di Legacoop Agroalimentare, che ha tenuto ieri un incontro con alcuni rappresentati dei pescatori a strascico, è molto chiaro: «Il nostro proposito è aprire un confronto e fare proposte su questo progetto, in modo che sia anche in difesa dei pescatori. Ne riconosciamo la validità e le positive implicazione economiche, produttive e ambientali, attraverso la produzione dal vento e dal mare di tanta energia pulita». In particolare, all’interno delle turbine eoliche, che da progetto sono poste a una ragguardevole distanza l’una dall’altra, si chiede di potere continuare a pescare, con tutte le cautele del caso, da concordare con le Capitanerie di porto. E vista la dimensione del progetto e dell’investimento previsto, si invita a sperimentare impianti di pescicoltura, con gabbie posizionate sotto la superficie del mare. «So che sono cose non semplici da studiare – precisa Caselli – ma in questo modo si potrebbe avere lavoro e produzioni ittiche allevate e cresciute in mare, in un’area dove oggi mancano». Infine, andrà aperto un ragionamento approfondito su aspetti compensativi da definire.

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