Cesenatico, dubbi degli albergatori sulla messa in pratica del Pug

Pug alla prova del consiglio comunale. Fissata per lunedì 19 luglio in aula l’adozione della proposta del Piano urbanistico comunale destinato a mandare in pensione il vecchio Prg del 1998.

Diverse le novità per alberghi e strutture ricettive turistiche. Gli hotel avranno la possibilità di utilizzare l’ultimo piano per servizi per la clientela come spa, palestre, mini piscine, solarium, centro benessere, utilizzando strutture leggere in acciaio e vetro, niente cemento. Gli alberghi che si sceglierà di demolire e ricostruire attraverso l’adeguamento alle norme sismiche ed energetiche potranno realizzare un piano in più. Se poi si riuscissero ad accorpare con altri hotel o case contermini i piani in più diventeranno due. I residence si potranno costruire anche sul lungomare. Sarà possibile, come prevede la legge regionale, realizzare i condhotel, strutture ibride con camere d’albergo per il 60% e appartamenti per il 40% della cubatura. Gli hotel tra le 20 e le 40 camere chiusi dal 1° gennaio 2018 si potranno trasformare in condhotel senza incrementi di volume. Per le piccole strutture sotto le 20 camere, i proprietari possono optare per gli incentivi in altezza con la possibilità di trasformazione in residence, con l’obbligo di demolizione e ricostruzione. I nuovi alberghi potranno salire in altezza sino a 26 metri.

Cauto ma con qualche critica il giudizio di Adac Federalberghi. «Abbiamo avuto un incontro sul Pug – dichiara il presidente degli albergatori Adac, Giancarlo Barocci -. Alcune cose sono state migliorate come avevamo indicato; ma rimangono ancora più cose da chiarire, a cominciare dalle possibilità di realizzare in pratica quanto previsto. Ad esempio, se demoliamo un albergo per costruirne un altro alto 26 metri, dovendo mantenere le distanza dai confinanti, mettiamo una decina di metri, per strutture di 30-35 camere non sarebbe possibile fare granché, perché in tanti casi si tratta di hotel che insistono su lotti aventi una superficie di 500/600 metri quadri, sorti il più delle volte tra gli ani ’50 e ’70. Mentre trovare due alberghi confinanti da accorpare dove si potrebbero realizzare tante più camere non è facile». Sui piccoli hotel da demolire per essere costruiti ex novo Barocci è ultra cauto: «Vero che c’è l’aggiunta di un piano in più e che è stata tolta la “visuale libera” ma sui lotti piccoli è poi necessario che in altezza le nuove costruzioni debbono rientrare in volume». Per i condhotel «non è accettabile che valga solo per quelli inattivi dal gennaio 2018 e per alberghi con poche camere. Affinché sia conveniente occorre partire da un minimo di 60/80 camere questo è lo spirito della legge sui Condhtel. Mentre, a parte 3-4 casi dove è possibile fare accorpamenti di strutture vicine, individuarne due a distanza non superiore a 200 metri come prevede la legge per i condhotel è qualcosa di improbabile».

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