Cesenatico, crescono povertà e assistiti Caritas

Centro Caritas San Giacomo: il primo presidio in aiuto dei poveri. Con la pandemia da coronavirus è richiesto un lavoro straordinario: sono oltre 200 le famiglie assistite, 500 le persone che bussano alla porta della Caritas. Tra essi anche coloro i quali il Covid ha reso la vita tanto più incerta e precaria, nel continuare a sostenere il proprio nucleo familiare.

Dà le cifre dell’emergenza povertà Valerio Navarra, responsabile della Caritas di Cesenatico: «Il 2020 è stato caratterizzato da un evento mondiale unico, straordinario, la pandemia da Covid 19, che perdura ancora. Abbiamo avuto un aumento esponenziale di assistiti: più di 200 famiglie con 500 persone, che durante la fase critica, non venivano registrati». Documenta l’attività svolta: «Per l’elevato afflusso e per la carenza di volontari lo scorso marzo e aprile eravamo rimasti in una o due persone, ma non abbiamo mai interrotto il servizio. Abbiamo operato, sempre in contatto con i servizi sociali di Cesenatico. Il Banco Alimentare ci ha aumentato la fornitura di alimenti. Da settembre facciamo 2 ritiri mensili da 14 quintali ciascuno. La distribuzione normalmente avviene ogni 15 giorni. Adesso, però, diversi utenti si presentano prima dei 15 giorni perché non hannopiù niente da mangiare».

Assicura Navarra: «Per il 2021 prevediamo di mantenere queste posizioni. Il tutto è ovviamente legato alla ripresa economica. Durante questo periodo di fascia rossa, grazie alla sensibilità dei volontari, continuiamo a operare 3 giorni alla settimana, con le forniture alimentari. Ma anche con la distribuzione degli indumenti e con il servizio doccia. Quando si può, rispettando rigorosamente le norme di protezione».

Anche il servizio mensa della Caritas funziona regolarmente, questo non nella sede di via Leone, bensì in posizione più accentrata nei locali della parrocchia San Giacomo sul lungo porto; svolto 7 giorni su 7. Da mesi è consegnato il pasto con la formula da asporto, occorre ritirarlo. «Anche qui i frequentatori sono aumentati – annota il presidente Caritas – e sono da 30 a 35 persone ogni giorno».

E poi ci sono i senzatetto e i clochard da ospitare nei mesi freddi: «Per il dormitorio ricorriamo a delle strutture ricettive private. La frequenza, per questo periodo è di una quindicina di persone».

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