Cesenatico, buono il primo giorno di pesca

Pescatori e barche tornati in mare nel primo giorno dopo il fermo pesca obbligatorio: un avvio incoraggiante in termini di varietà di specie ittiche e quantitativi di prodotto sbarcati. Con il mercato all’ingrosso affollato di compratori interessati tanto all’acquisto del pesce massivo di stagione (triglie, canocchie, moletti, granchi, pesce azzurro) fatto sotto la tettoia; quanto alla contrattazione in sala d’asta, da avviarsi alla vendita al dettaglio esposto fresco di giornata su banchi di pescherie e mercati.

Anche novità per far ordine in sala d’asta: vietata la “pizzicata” (togliere qua e là del pesce, quasi da ogni cassa, dal nastro trasportatore, prima e dopo la vendita), stop all’ingresso dei non addetti ai lavori, fasi di vendita più celeri. Mentre sui rulli trasportatori le cassette tornano a essere di plastica: molto più durevoli e che evitano la dispersione di quelle di polistirolo monouso nell’ambiente.

Troppo poco, tuttavia, un solo giorno di pesca di lavoro per capire se c’è più pesce in mare. «Come primo giorno di pesca è andata bene. Sembra esserci varietà di specie. E i prezzi di vendita sono buoni», il commento della maggior parte dei pescatori che hanno calato le reti lunedì notte.

I seppiolini a inizio asta sono venduti a 22 euro al chilo, le sogliole a 21, le mazzancolle a 18 (12 e piccole), i rombi a 25. Le casse di pesce più a buon mercato sono quelle di stagione: le triglie curate (pulite ed eviscerate) a 4 euro al chilo, le canocchie piccole a 5/6 euro, le mazzole a 2/3 euro. Serve poi aggiungere l’Iva e i diritti di mercato.

Sintetizza auspici e preoccupazioni della marineria il direttore della cooperativa Casa del pescatore, Mario Drudi: «Visto il momento confidiamo che le quotazioni rimangano buone. Il primo giorno di pesca parrebbe essere andato bene. Bisogna aspettare ancora le prossime settimane. Il costo del gasolio per mandare in mare i pescherecci rimane alto. Sebbene fino al 30 settembre potranno usufruire del credito di imposta del 20% sull’acquisto dei carburanti». Il gasolio oggi si paga ancora 1,140 euro al litro, costava 1,250 euro a luglio.

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