Cesenatico, barca affondata: colletta per aiutare i 5 pescatori

Sottoscrizione pubblica per Khaled e per il suo equipaggio, con l’obiettivo di riportare a galla la sua barca, finita in fondo al mare. È un grido d’aiuto ma anche un gesto nel segno della speranza e della rivincita quello che mira a fare uscire il peschereccio di Cesenatico “Lugarain” dal sepolcro d’acqua in cui è stato inabissato all’alba del 19 ottobre. Colpa di una collisione, a 11 miglia al largo del porto di Ravenna, con un mercantile danese. Khaled Khayat e il fratello Abib, giunti a Cesenatico alla fine degli anni Ottanta, hanno fatto tanti sacrifici per acquistare quella grande barca, che permetteva di mantenere, oltre a loro stessi e alle loro famiglie, quelle degli altri tre membri dell’equipaggio. Il “Lugarain”, con i suoi 24 metri di lunghezza per 65 tonnellate di stazza, è la più grande imbarcazione di Cesenatico tra quelle che effettuano la pesca a strascico. La marineria non vuole abbandonare quei pescatori che, lasciato il loro Paese d’origine, sono entrati a fare parte da decenni della comunità di Cesenatico. Perciò si è deciso di lanciare una sottoscrizione pubblica finalizzata al recupero del “Lugarain”, che tra l’altro fu costruito nei cantieri navali locali. Avrà come garanti il sindaco Matteo Gozzoli e il presidente della cooperativa “Casa del Pescatore” Giuliano Pagliarani.

Il direttore della cooperativa, Mario Drudi, fa notare che a seguito di quel maledetto scontro, «nel volgere di pochi minuti, sono andati in fumo fumo la fatica e i sacrifici fatti per anni da tutto un equipaggio legato da stretta parentela. Pescatori per i quali la barca era l’unica fonte di reddito. Ciò che aspetta Khaled e Abib Khayat è un lungo contenzioso, che potrà durare anni. Nel frattempo, c’è un’imbarcazione che giace in fondo al mare. I fratelli da soli non ce la fanno a mettere insieme le risorse economiche necessarie per recuperarla. Vanno aiutati, perché sono bravissimi lavoratori, benvoluti da tutti e perfettamente inseriti nella comunità della quale sono stati parte attiva tante volte, sempre in modo costruttivo». Intanto, tutti i pescatori della altre barche hanno voluto lasciare una “barella” di pesce al mercato per dare una mano. Khaled e Abib non smettono mai di ringraziare, commossi ma anche fieri di fare parte di quel mondo.

I pescatori da aiutare

«Abbiamo salvato la vita e questa è la cosa più importante – dicono – Abbiamo negli occhi quella nave che ci veniva addosso, senza che potessimo far nulla. Siamo riusciti a fermare il motore e sigillare i serbatoi del carburante. Abbiano tanto materiale e attrezzature di valore lasciati là sotto, a 25 metri di profondità. Il nostro peschereccio andrà tolto da là, anche perché rappresenta un ostacolo alla navigazione. L’autorità marittima ci fornirà presto i filmati subacquei e noi non disperiamo che, dopo averli visiti, si possa tentare di riportare la barca a galla, ripararla in cantiere e andare di nuovo a pesca. Il “Lugarain” è una barca robusta e ben fatta. Se la chiglia è intatta, si può recuperare e riparare. Serviranno soldi, ma la buona volontà non manca. Noi ci crediamo e viviamo con orgoglio questa possibilità». Giuliano Pagliarani, oggi presidente della cooperativa, non nasconde il doppio orgoglio per avere prima progettato il peschereccio e poi per averlo realizzato in legno nel cantiere del mastro d’ascia di Alvaro Farabegoli».

Il sindaco Gozzoli confida nella solidarietà da parte di tutta la comunità cittadina. Gli estremi per aderire alla sottoscrizione facendo un bonifico sono i seguenti: Riviera Banca Credito Cooperativo di Rimini e Gradara; conto corrente bancario intestato alla società Khayat Khaled & C. Snc; Iban: IT 25 K 08995 24002 000000205369; causale “Recupero e restauro m/p Lugarain”.

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