Chiesetta della Madonnina: avviati i lavori di minima salvaguardia, anche perché rimane un bene tutelato dalla Sovrintendenza. Lavori strettamente necessari affinché dal tetto non scrosci più giù la pioggia, a infradiciare e minare quel che resta del seicentesco tempietto diroccato, meta di pellegrinaggi e oggetto di antiche devozioni, che si trova in via Cesenatico, all’ingresso cittadino.

La chiesetta intitolata alla “Beata Vergine della Grazie”, più nota come Madonna della Vena, sebbene decaduta al culto, fino agli anni ’50 dello scorso secolo era ancora meta di pellegrinaggi e scampagnate nella vicina campagna.

Ancora oggi continua a mantenere un interesse urbanistico, storico e sociale, come richiama lo stesso ingegnere Marco Ceredi, dell’omonimo studio tecnico cesenate di via Chiaramonti, che si sta occupando, per conto dell’attuale proprietà, degli aspetti basici delle opere di salvaguardia. «Abbiamo incominciato riparando il tetto, sistemandovi una guaina protettiva ardesiata per ovviare alle infiltrazioni d’acqua che piovevano su legno, pareti e muri. Puntellato il porticato retrostante alla vecchia casa colonica annessa, con la sostituzione di alcune travi. E poi c’era da sistemare la piccola sacrestia e chiudere gli infissi. Si tratta di lavori ordinari e straordinari di manutenzione, sebbene minima, che la proprietà è tenuta a compiere in quanto l’antico complesso è tutelato dalla Sovrintendenza, ma che si è anche intenzionati a fare per il mantenimento della chiesetta e dei manufatti presenti». «Abbiamo qui un interessa tanto urbanistico, quanto storico e sociale”, evidenzano dallo studio tecnico cesenate.

Per quanto è dato intendere, dopo un ultimo cambio di proprietà, in capo a imprenditori agricoli di Riccione specializzati in colture intensive, l’intenzione sarebbe di cedere in prima istanza al Comune di Cesenatico il complesso edilizio (che comprende la chiesetta con l’attiguo oratorio e l’adiacente minuscola casa colonica) assieme a una porzione di terreno sul quale poter intervenire con opere pubbliche e l’eventuale sistemazione di via Cesenatico. In passato le richieste delle proprietà succedutesi erano state quelle di effettuare il passaggio del diroccato complesso in cambio del permesso di costruire palazzine. Non se fece mai nulla. Considerata anche la fragilità dei terreni dal punto di vista idrogeologico, oggetto delle insistenti richieste di lottizzazioni; e valutata la frequenza degli allagamenti avvenuti e la presenza di una serie di canale consortili facenti parte della rete scolante, che a partire dal canale “La Vena” proseguono fino raggiungere il mare. In questo caso l’attuale proprietà sarebbe disposta invece a una permuta – evidentemente con altri terreni – nella eventuale disponibilità del Comune. Oppure in alternativa a vendere allo stesso ente l’antico complesso con una porzione di terreno circostante e affaccio su via Cesenatico.

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