Cesenatico, Area Ex Nuit: pronto a decadere l’accordo pubblico-privato del 2011

CESENATICO. Area ex Nuit, quasi segnato l’avviarsi verso la decadenza dell’accordo di programma pubblico-privato siglato nel gennaio 2011. Nulla di quanto era stato previsto e quanto ci si era impegnati a trasformare nelle diverse aree oggetto dell’accordo (investimenti, lavori edili e opere pubbliche) nel corso di questi anni è stato concluso e neppure realizzato in maniera significativa.

I tempi

La società proponente, la Fincarducci srl, nel frattempo è fallita, le aree sono passate nelle mani del curatore fallimentare. Scaduti da tempo i termini prescritti, caduta nel vuoto la diffida espressa del collegio di vigilanza formato da Comune e Provincia, ci si appresta a chiedere la decadenza dell’accordo di programma per inadempienza negoziale. Già a marzo dovrebbero essere convocate le commissioni consiliari per avviare il procedimento che porti alla decadenza, sul quale in ultima istanza dovrebbe essere chiamato al voto il consiglio comunale.

Destinazioni precedenti

Cosicché per l’estesa area di 12mila metri quadri, ubicata sul lungomare Carducci, la prospettiva è il ritorno alla destinazione urbanistica originaria. Ossia destinazione a parco giochi attrezzato, verde, discoteca all’aperto. In base a quanto stabiliva il Prg del 1998 per quelle aree, prima della variante urbanistica Come anche per le tre ex colonie la cui destinazione d’uso era stata trasformata in appartamenti residenziali.

Il progetto abbandonato

Per l’area ex Nuit si era stabilita la costruzione di un grande albergo (200 camere distribuite in sei piani di altezza), una grande piazza pubblica e tanti parcheggi interrati. Oltre appunto la riconversione in appartamenti di tre ex colonie dismesse (Gioiosa, San Vigilio, Cif), anch’esse sul lungomare Carducci. In più l’accordo prevedeva la realizzazione di 32 alloggi di edilizia residenziale pubblica nell’area Prealpi a Villamarina. Oltre a un intervento su un lotto in viale Dei Mille.

Le fidejussioni

Il tutto, in origine, era stato garantito da tre fidejussioni, per un impegno di 7 milioni 585mila euro, presentate dalla Fincarducci al Comune ma mai onorate. Anche per una serie di vicissitudini e indagini giudiziarie a carico degli istituti assicurativi che le avevano rilasciate. Cosicché il Comune, col dissolversi della Fincarducci, ha visto anche il volatizzarsi delle garanzie che non erano state rinnovate ed è rimasto scoperto di ogni garanzia.

Anni fermi

La trasformazione in appartamenti delle tre ex colonie non è mai avvenuta (tranne per un immobile rimasto alla stato di grezzo); la costruzione degli appartamenti pubblici alla Prealpi non è mai incominciata; l’area ex Nuit è rimasta quasi ferma per una dozzina d’anni. Ancora in gran parte allo stato di un cantiere sterrato e recintato nel quale si sono abbattuti gli alberi ed è assente l’illuminazione.

Le soluzioni cercate

Nel 2016 con la società in regime di concordato preventivo, l’amministrazione comunale provò ad arrivare a un nuovo accordo, che potesse tener conto degli impegni sottoscritti e degli interessi pubblici. Impegni che tolto quanto già programmato, comportavano ancora a carico della Fincarducci altri 6 milioni di opere pubbliche. A dicembre 2017 la sentenza di fallimento della Fincarducci, il tribunale di Forlì, ha nominato un curatore fallimentare. Opere e lavori si sarebbero dovuti concludere già nel 2016. I termini, da normativa, slittarono di altri 3 anni. Più di recente una soluzione transattiva proposta dal Comune non è ritenuta congrua o sufficiente dal curatore fallimentare. Così a novembre 2019 la Commissione di controllo, ancora una volta riunita, ha inoltrato diffida con scadenza 30 giorni. Scaduto questo ulteriore passaggio, la decadenza dell’Accordo di programma sarebbe la naturale soluzione.

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