La “disobbedienza civile” è più facile da annunciare che da fare. Ieri, in prima serata, solo un locale ha scelto la linea della apertura ai clienti in barba al Dpcm e sono scattati i controlli e la prima sanzione amministrativa da parte delle forze dell’ordine che fino a tarda sera hanno agito in formazione interforze: polizia, carabinieri e polizia locale.

Alle 18 di ieri a Cesenatico appariva tutto o quasi chiuso per caffè-bar, ristoranti, gelaterie – pasticcerie così come era avvenuto le sere precedenti dopo l’entrata in vigore del nuovo Dpcm Conte. Gli unici a tenere accesa l’insegna sono i ristoranti, che come le pizzerie e i chioschi, fanno servizio da asporto oppure hanno convenzioni per ospitare i clienti degli alberghi che non offrono il servizio di cucina.

Praticamente tutti chiusi dunque, a parte il Jam Sassion in viale Trento. Il titolare lo aveva annunciato nei giorni scorsi su Facebook ed è stato di parola: alle 19 aveva nel locale clienti che serviva regolarmente a qualche tavolo. Verso le 20 sono arrivate le forze dell’ordine per i controlli e hanno trovato la situazione ancora uguale. Hanno invitato il titolare a chiudere l’attività in osservanza al Dpcm ma lui ha continuato nella “disobbedienza civile” ed è rimasto aperto fino alle 21 circa. Il verbale della polizia locale stabilisce una sanzione amministrativa che è scattata è una multa di 400 euro, riducibile a 280 con lo sconto del 30 per cento se verrà pagata entro 5 giorni. Evidentemente era questa la prima infrazione contestata al locale, altrimenti la sanzione avrebbe dovuta essere almeno del doppio. E il verbale si è tenuto anche sul minimo dei giorni di chiusura obbligatoria comminati. Il Jam Session di viale Trento dovrà chiudere i battenti per 5 giorni, da oggi al 4 novembre compreso. Il titolare annuncia su Facebook che il grido di protesta finisce qui, anche se avrebbe preferito fosse un coro.

E dopo l’idea di fatto abortita della “disobbedienza civile” adesso prende piede la “resistenza fiscale”: un gruppo di ristoratori di Cesenatico chiede la collaborazione delle associazioni di categoria per raccogliere le firme per chiedere una revisione delle restrizioni dell’ultimo Dpcm tramite un tavolo di trattativa da organizzare insieme alla Regione. Si chiede il prolungamento dell’orario di chiusura ai pubblici esercizi a mezzanotte. Nel caso la richiesta, «come probabilmente accadrà» dicono gli stessi ristoratori, «non venisse accettata e non venissimo risarciti in maniera adeguata (e non con delle elemosine viene specificato nella lettera da firmare, ndr), siamo d’accordo a praticare la resistenza fiscale». Significherebbe la sospensione di ogni forma di pagamento ad eccezione di quelle riguardanti i dipendenti e i fornitori.

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