Cesenatico, all’alba rivive l’antica pesca alla tratta

A Cesenatico, lungo la spiaggia, al levar del sole, ogni tanto ci si rivede a rievocazione della pesca “alla tratta”. Il prossimo e atteso appuntamento è fissato per domani mattina alle 6, nella spiaggia di Ponente, vicino al circolo velico e dove non ci sono scogliere, per dar vita alla rievocazione della pesca del tempo che fu.

Si fornisce un esempio di come praticare la pesca di un tempo, perlopiù considerata povera e di sussistenza, primordiale rispetto a quella che prevede l’andare a calare le reti in pieno mare. La si pratica dalla spiaggia, tramite una rette “circolare” caricata e poi calata in acqua da una piccola barchetta, a disegnare nel mare sotto costa un arco, mentre due gruppi di uomini chiamati “i trattaroli” a terra sono in attesa. Si preparano a tirarla, a recuperarla a forza di braccia sino a riva, piena di pesce.

È la pesca della sciabica da mezzo secolo vietata ma che talvolta viene acconsentita dall’autorità marittima a scopo dimostrativo e rievocativo per non perdere il ricordo di un tempo.

E così dalla rete recuperata in spiaggia, saltano fuori cefali, giovani alici, gamberetti in cerca di libertà; spuntano guizzanti le triglia, qualche sarago e molti più ghiozzi e una gran numero di granchi. Di tanto in tanto poi una passera, qualche sogliole e finanche l’anguilla. Finite intrappolate nella rete e nel sacco mantenuto basso sul fondo e tirato a secco dai solerti “trattaroli”.

La pesca della “tratta” è rimasta in uso fino a circa sessanta anni fa, prima che turisti e ombrelloni togliessero definitivamente spazio a questi antichi mestieri che si facevano tra il mare sotto riva e la spiaggia. Praticati di volta in volta da pescatori e marinai, da operai e più ancora da braccianti agricoli come manodopera. Consentiva di pescare pesce perlopiù di piccola taglia per sfamare le famiglie o per andarlo a vendere in giornata nelle vicine campagne. Alcuni trattaroli, si erano specializzati a tal punto in questa pesca da trasferirsi per giorni a praticarla di mestiere nelle lande disabitate delle foci di fiumi: quelle del Savio e del Bevano. Così per i capi tratta di Cesenatico: Elvio Zoffoli (detto e Sfuin) e Gastone Zoffoli (e Bugio). La rievocazione di questo desueta pratica di pesca si terrà quindi ancora giovedì 25 agosto, dopo essere stata autorizzata dalla guardia costiera.

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