Il mercato ittico all’ingrosso nell’anno del Covid ha visto calare, come era scontato, il volume d’affari, ma si sono limitati i danni a una flessione poco superiore al 10%. Un risultato che lascia moderatamente soddisfatti, anche perché la richiesta di prodotti ittici alimentari c’è stata e la media dei prezzi di vendita all’ingrosso del pesce fresco ha subito un vistoso rialzo, che ha consentito di mantenere più che accettabile il bilancio economico a fine anno. La specie regina del mercato per produzione e vendita è ancora la “Squilla mantis”, la comunissima canocchia. Nel 2020 sono stati commercializzati 10.724 quintali di prodotto, per un volume d’affari di 5 milioni e 485.000 euro, con un prezzo medio di vendita di 5,11 euro al chilogrammo. Nel 2019 la produzione era stata invece di 15.728 quintali, per un introito di 6 milioni 151.000 euro, frutto di un prezzo medio molto più basso: 3,91 euro al chilo. Dal confronto dei dati delle due annate emerge una diminuzione sia di produzione (-31,5%) che di fatturato (-10,5% ). Detto così, il paragone sarebbe impietoso, se non fosse per il fatto che proprio il 2019 era stata un’annata particolarmente felice per la pesca e la produzione ittica degli ultimi anni. Se si torna al 2018, il giro d’affari si fermò infatti a 5 milioni e 653.000 euro, per 13.406 quintali di pesce venduto, e l’anno precedente non si era andati oltre i 5 milioni e 70.000 euro, per 13.237 quintali di prodotto. Le speciein diminuzione sono state bobe, cefali, ghiozzi, merluzzi, moletti, sogliole, suri, triglie, seppie, mazzancolle. Quelle in aumento di contrattazioni sono state sgombri, tonni, mazzole, calamari, scampi e soprattutto canocchie, che si confermano le regine del mercato ittico di Cesenatico, con 3.413 quintali sbarcati in porto e compravenduti in sala d’asta. Mauro Graziano, presidente dell Cofac, ente gestore del mercato iitttico, segnala che il Covid ha avuto un impatto soprattutto sulla commercializzazione dei prodotti destinati all’estero. È il caso delle triglie e del pesce azzurro, destinate al mercato spagnolo. Hanno sofferto inoltre per il lockdown dei ristoranti prodotti destinati principalmente a quel mondo, quali scampi, calamaretti, sogliole, mazzancolle, moli. Ottima, invece, la produzione della canocchia: 3.413 quintali contro i 2.381 del 2019. Degna di notala pesca occasionale di tonni, salita a 36 quintali. L’anno è stato particolarmente negativo per le triglie di stagione, crollate dai 1.527 quintali del 2019 ai 548 del 2020 e per i moletti, che sono scesi da 1.043 quintali a 445.

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