Cesenatico, agenzie viaggi alle corde: “Servono corridoi turistici”

Cesenatico ha ospitato ieri una tappa del tour istituzionale delle agenzie viaggio del movimento “Maavi”, nato lo scorso ottobre, che ora ne rappresenta 1.890 in tutta Italia. Criticità e prospettive di un settore su cui il Covid ha picchiato davvero duro sono state al centro dell’incontro che Enrica Montanucci, presidente nazionale del “Maavi” ha avuto con diversi tour operator, al ristorante “Ca’ nostra” di via Magrini. Gli agenti di viaggio non sono affatto usciti dalla pandemia. Si trovano in una fase ancora estremamente nebulosa, a causa della variante Delta e delle decisioni prese in ordine sparso dagli Stati. «Ci stiamo confrontando con il governo Draghi per adottare “corridoi turistici” – spiega Montanucci – Abbiamo deciso insieme di dare una voce concreta e diretta a uno dei settori più duramente colpiti dalla pandemia, stando uniti per ripartire e tornare a sognare e a viaggiare». Dopo la Lombardia, con tappe a Milano, Bergamo e Lecco, questo tour “Maavi” è arrivato in Emilia Romagna toccando, oltre a Cesenatico, Bologna e Parma, cercando di instillare fiducia nelle agenzie di viaggio. Tra le richieste al governo, spicca «l’apertura di corridoi turistici per fare arrivare e partire i turisti dall’estero e dall’Italia, in modo il più possibile univoco con gli altri Paesi dell’Unione Europea e anche con quelli extracontinentali che hanno aperto già al turismo, come Dubai e Mauritius». Ma non è l’unica esigenza: «Servono un piano ammortamenti per quanto riguarda i finanziamenti ricevuti – continua Montanucci – e un contributo alle imprese del settore sulla base di un fatturato medio per agenzia. Per finire, un fondo di garanzia da parte delle Stato per i voucher emessi». A coordinare l’iniziativa a Cesenatico, che ieri ha raccolto 33 agenzie viaggio romagnole, è stata Helena Hofmann, titolare della “Tbo Travel srl.” di viale Leonardo Da Vinci, che da anni promuove partenze verso mete turistiche all’estero e gli arrivi in Romagna di gruppi organizzati e tour operator, soprattutto dell’est Europa, in alberghi e camping della Riviera. «Oggi – afferma – il problema per il turismo dei viaggi organizzati è che la pandemia ha bloccato gli arrivi di turisti stranieri, ma ha anche reso tremendamente incerti comportamenti e regole da tenere, senza uniformità. Noi, ad esempio, come agenzia non possiamo vendere pacchetti turistici verso mete che solitamente facevano parte della nostra offerta: Grecia, Spagna, Dubai, Mauritius. Ma non ci sono neppure certezze per fare arrivare qui gente dall’estero». Si spera nel Green pass: «Può essere la soluzione, attestando l’avvenuta vaccinazione, il tampone negativo dove serve o la guarigione dal Covid. Però – raccomanda Hofmann – deve esserci uniformità di regole e adozione».

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