Terremoto, a Istanbul il tecnico cesenate di volley: «Dopo le scosse gare sospese e tanta preoccupazione»

Pur a distanza di quasi mille chilometri dalle zone dell’epicentro anche a Istanbul si percepisce l’impatto del terremoto. Qui la terra trema appena, ma l’atmosfera per quanto sta accadendo in queste nel sud est della Turchia, è di preoccupazione e lutto. Lo racconta Marcello Abbondanza, cesenate e allenatore di pallavolo femminile che dal 2013 vive nella città turca.

«Stanotte mi sono svegliato, ma solo la mattina ho realizzato che a svegliarmi poteva essere stato il terremoto», racconta. Nella notte tra domenica e lunedì, alle 4 (le 2 in Italia) un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito la zona a confine tra Turchia e Siria. A quella prima violentissima scossa hanno fatto seguito una serie di repliche, con magnitudo spesso superiore al 5 e alle 13.30 (11.30 in Italia) c’è stata un altro evento sismico particolarmente violento di magnitudo 7.5. Il conteggio delle vittime, destinato a salire, ieri aveva già superato quota 2600. Ad aumentare il numero delle vittime, spiega Abbondanza, anche il fatto che «in quella zona la qualità degli edifici è bassa. A peggiorare il tutto ora ci si è messa anche la neve».

«È una situazione pesante – racconta Abbondanza – le strade sono anche in una grande città come Istanbul sono deserte, le scuole sono chiuse fino a lunedì». Abbondanza allena il THY Istanbul. Questa sera avrebbero dovuto giocare contro una squadra di Busto Arsizio, la Igor Gorgonzola Novara la partita di ritorno della coppa europea: «Tutti gli eventi sportivi sono stati sospesi e rinviati fino nuovo ordine. Le ragazze di italiane tra l’altro erano già arrivate, questa mattina quando sono partite era presto ancora non si aveva percezione di quello che stava accadendo. Mi dispiace anche per loro che hanno investito tempo e soldi, ma lo stop era doveroso». Tra le morti che si stanno contando in queste ore ce ne sono che stanno colpendo da vicino la comunità del volley femminile: «Diverse delle ragazze della mia squadra conoscevano le ragazze di una squadra di seconda divisione che si trovava in ritiro in quelle zone… avrebbero dovuto giocare oggi (ieri per chi legge, ndr), ma sono morte nel crollo dell’albergo in cui alloggiavano».

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