Cesenate 64enne ucciso da rapinatori nella sua casa in Brasile

Un paio di anni fa aveva deciso di cambiare vita trasferendosi da Cesena in Brasile. Ma venerdì mattina la Polìcia Civil lo ha trovato morto ammazzato nel giardino accanto alla sua casa nella località di Itaùnas, nello stato di Espirito Santo, nella parte sudorientale del Paese sudamericano. Sul cadavere del 64enne Gabriele Gigli sono stati trovati segni di violenza: sembra che possano essere stati causati da pietrate o da un colpo di pietra. Gli investigatori brasiliani stanno battendo la pista della rapina. Sono state anche già fermate persone sospettate, ma fino a ieri non risultavano incarcerazioni. Le forze dell’ordine hanno chiesto aiuto ai cittadini della zona, lanciando un appello pubblico a fornire anche in forma anonima informazioni utili e ogni materiale, inclusi video, per individuare gli assassini. Ne danno notizia “Tribuna” e “Gazeta”, due giornali online del posto.

Il luogo dove si è consumato il crimine è una località turistica fuori dalle rotte più battute dai vacanzieri, ma che viene considerato un piccolo paradiso da chi ama viaggi un po’ “alternativi”. Si trova nei dintorni di Conceição da Barra, cittadina di quasi 30 mila abitanti. Una spiaggia magnifica, con dune alte fino a 20 metri, sono la principale attrazione dell’area costiera. E il neo-emigrato cesenate, sulla propria pagina Facebook, ne ha mostrato le bellezze più di una volta, postando video.

Gabriele Gigli, che nel territorio cesenate ha una moglie dalla quale si era separato, una figlia e una sorella, aveva deciso di lasciare la propria città d’origine circa due anni fa, dopo la morte del padre. Aveva preso in considerazione più di un Paese dove andare a vivere. Tra questi il Brasile e l’India erano in pole position. Alla fine, aveva preferito il primo, in quanto là aveva già un contatto con una persona che aveva un’attività e avrebbe potuto aiutarlo a inserirsi e dargli una mano per il lavoro.

Era un volto piuttosto noto soprattutto nella zona del Ponte Vecchio, dove aveva gestito un bar per qualche tempo. Poi aveva fatto il cameriere “a singhiozzo” in vari locali, tra i quali il ristorante “Cerina” a San Vittore.

Chi lo ha conosciuto lo descrive come uno «spirito libero, un po’ irrequieto e tormentato», mette l’accento sul fatto che aveva «idee e uno stile di vita alternativi» e riferisce che «era sempre un po’ in guerra con la vita e col mondo».

Dietro il suo omicidio a Itaùnas pare esserci l’assalto di qualche bandito senza scrupoli a caccia di bottino. I mezzi di informazione brasiliani riferiscono infatti che il 64enne cesenate si era ben inserito in quella che aveva scelto come sua nuova terra, almeno temporaneamente, ed era benvoluto.

La salma di Gigli è stata sottoposta a esame da parte dei medici legali di Linhares. Resta ancora da capire quando potrà essere concesso il nulla osta per il rientro in Italia e la celebrazione delle esequie.

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