Vertenza del mobile imbottito e proteste dei lavoratori: “La procura indaghi”

Cesena
  • 27 agosto 2025

Di fronte al nuovo allarme nel settore del mobile imbottito forlivese da 4mila addetti, tra cassa integrazione a rotazione e denunce ai picchetti sindacali in Gruppo 8-Sofalegname, servono più che mai «un’azione legale immediata e incisiva a tutela dei lavoratori oggi senza reddito, una risposta sociale concreta delle amministrazioni comunali» e «percorsi di lavoro tutelato per le vittime di sfruttamento». Lo chiedono i sindacati (Cgil e Fillea-Cgil di Forlì-Cesena) alla luce delle ultime turbolenze, invocando la piena attuazione del protocollo contro lo sfruttamento e il caporalato firmato in realtà oltre due anni e mezzo fa, il 10 gennaio 2023, con Procura, Prefettura ed enti locali.

I problemi sul tavolo, ricordano le sigle, non sono nuovi e «da tempo denunciamo le infiltrazioni nel settore del mobile imbottito che generano sfruttamento e concorrenza sleale, minacciando anche le imprese che operano correttamente», come nel caso della vertenza Giuliani Arredamenti che ha coinvolto 120 lavoratori. Nel caso del Gruppo 8-Sofalegname, sostengono, «è stato chiaro fin dall’inizio che ci trovavamo di fronte a pratiche di sfruttamento con l’uso di società che paiono funzionali a intermediazione di manodopera e caporalato internazionale con lavoratori che dormivano dove lavoravano», accusa delle sigle. «Dopo mesi di lotte e mediazioni istituzionali e accordi non rispettati, riteniamo necessario sottolineare come in uno stato di diritto, quando vertenzialità e mediazione non portano risultati, occorre ricorrere con urgenza a strumenti diversi - rilanciano Camera del lavoro e categoria - che garantiscano giustizia e tutele». Restano però «molti interrogativi sull’intera vicenda specifica» e sul ruolo degli attori coinvolti, quindi «chiediamo che gli organi competenti, a partire dalla Procura della Repubblica, facciano piena luce, individuino le responsabilità e ripristinino la legalità».

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