Sarsina, il sindaco Cangini a 32 anni è al suo secondo mandato: “Dall’alluvione del 2023 costruiti nuovi rapporti coi cittadini”

Una scommessa personale divenuta certezza per una comunità. Si potrebbe riassumere così l’esperienza politica di Enrico Cangini alla guida del Comune di Sarsina. A 32 anni è già al suo secondo mandato come primo cittadino nell’area di centrodestra. Rieletto nel 2023, Cangini e la sua Giunta hanno saputo dare continuità al proprio percorso tra scelte mirate nei settori di punta come la cultura, così come sono stati capaci di rispondere con decisione alle difficoltà. E anche per il 2026 le prospettive sembrano positive.

Sindaco, a metà del suo secondo mandato può ritenersi soddisfatto del suo operato?

«Se mi guardo indietro mi sembrano passati ben più di due anni. L’alluvione del 2023 ha accelerato i tempi. Ma quell’esperienza mi ha dimostrato che nelle difficoltà il legame diretto tra cittadini e sindaco si cementifica ancor di più. A distanza di due anni e mezzo, mi porto dietro i risultati concreti della ricostruzione, ma soprattutto il piacere di aver costruito nuovi rapporti con i miei concittadini. E per un sindaco non esiste soddisfazione maggiore».

A proposito di ricostruzione post alluvione, a che punto siete?

«Siamo orgogliosi di essere riusciti ad aprire tutti i cantieri che ci eravamo prefissati. Abbiamo concluso l’80% degli interventi sulle strade. Anche Anas è a buon punto, mentre qualche criticità persiste sulle carreggiate provinciali. Completeremo i lavori nei prossimi mesi con le operazioni di consolidamento del torrente Rio Crocetta».

Il cantiere del palazzetto dello sport fermo da mesi per ordine della Soprintendenza ripartirà?

«Sì, ma in un’altra area del Comune già individuata. Abbiamo già proceduto ad affidare l’appalto dei lavori grazie a un finanziamento complessivo di 1,3 milioni di euro frutto di risorse statali e regionali. I lavori partiranno nel 2026».

I reperti ritrovati che fine faranno?

«Il Ministero della Cultura ha già stanziato un pacchetto di risorse per la valorizzazione del parco archeologico».

Cosa è emerso dal bilancio comunale 2025 e quali obiettivi avete fissato per il 2026?

«È un bilancio in continuità. Nella parte corrente ha inciso anche questo anno l’inflazione. Tuttavia, siamo riusciti a mantenere anche per il 2026 la gratuità dei trasporti comunali; degli asili nido e abbiamo proceduto a un adeguamento dei costi delle mense scolastiche che per il 25% rimarranno a carico del Comune. La novità sarà il passaggio alla tariffa corrispettiva puntuale della Tari che calcolerà i rispettivi importi sul numero di conferimenti di rifiuti indifferenziati effettuati».

E i lavori pubblici?

«Nel 2026 termineremo i fondi del Pnrr. Oltre alla palestra stiamo finendo anche due interventi edilizi alle scuole “Foschi” e di Ranchio che rendiconteremo entro il 30 giugno come imposto. Inoltre, finalmente, nei prossimi giorni attiveremo la fibra ottica in tutto il Comune».

Cosa ne pensa della Legge 131/2025 emanata per il riconoscimento e la valorizzazione delle zone montane?

«Si sta definendo la perimetrazione dei Comuni; aspettiamo i decreti attuativi. Per Sarsina è importante rientrare nella classificazione. In queste settimane ho lavorato molto al dossier con i parlamentari del territorio e per ora la perimetrazione proposta è stata stoppata. Seguirò l’iter con la massima attenzione».

Se c’è un ambito nel quale Sarsina ha saputo contraddistinguersi è quello culturale: cosa avete in serbo?

«Il Comune investe il 7% della spesa corrente del proprio bilancio nel settore culturale. Contro una media nazionale del 2,8%. Gestiamo un festival nazionale che richiede un grande sforzo di energie, ma insistiamo perché crediamo nel preservare la nostra cultura e la nostra identità. Nel 2026 riaprirà il Museo Archeologico Nazionale che ci offrirà una importante vetrina sul panorama culturale nazionale. Poi partirà il restauro del Tempio Capitolino e organizzeremo iniziative per i dieci anni dalla morte dell’attore Giorgio Albertazzi».

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