Nuova Legge Montagna, scuole più a rischio e meno risorse nei Comuni non più montani

Valle Savio
  • 10 marzo 2026

Niente fondi Fosmit, fuori dalla legislazione speciale per le scuole di montagna, dalle misure previste per la valorizzazione dei sistemi agrosilvopastorali e per la manutenzione del territorio e dei sentieri e dai tavoli tecnici che dovranno individuare misure per superare la frammentazione fondiaria. Sono queste alcune delle conseguenze che comporta l’esclusione dall’elenco dei Comuni montani ai sensi della nuova legge per la montagna. A metterli in fila, elencando benefici e opportunità per chi è dentro o fuori da quell’elenco è un documento di Uncem, l’Unione nazionale Comuni Comunità Enti Montani, redatto da Gian Paolo Boscariol, storico socio Cai di cui è delegato a Roma alla presidenza nazionale, e laureato in giurisprudenza.

La nuova legge prevede una serie di misure ad hoc per i comuni definiti montani. Non solo tra i Comuni montani distingue poi tra quelli semplicemente definiti tali e quelli che verranno inseriti negli elenchi dei comuni beneficiari delle misure di sostegno. Le misure di sostegno prevedono ulteriori misure tra cui incentivi al trasferimento per insegnanti e operatori sanitari che scelgono di andare a lavorare in comuni montani. È prevista la possibilità di finanziare progetti innovativi per lo sviluppo di un sistema integrato di servizi educativi per l’infanzia. È previsto il credito d’imposta per gli imprenditori agricoli e forestali e per le piccole e micro imprese. Quanti dei 3.715 comuni che sono stati inclusi nell’elenco dei comuni montani potranno beneficiare di queste misure ancora non è dato saperlo. Così come non è dato sapere l’effettivo impatto e la reale efficacia delle misure messe in campo, specie per quanto riguarda quelle più nuove, per contrastare lo spopolamento e sostenere realmente la vita e lo sviluppo in queste zone.

Quello che ad oggi invece si sa è invece da quali misure rimangono esclusi i comuni che come Mercato Saraceno hanno perso lo status di comune montano. Per cominciare non potranno beneficiare degli interventi e delle misure previste dal Fosmit, il fondo dedicato alla montagna e questo significa meno risorse e meno opportunità. Le conseguenze riguarderanno anche le scuole: non essere definiti “scuola di montagna” significa non poter accedere alla relativa legislazione speciale, quella che fin qui ha permesso, grazie a deroghe ad hoc, di salvare presidi scolastici in quelle realtà dove non è mai scontato riuscire a formare gruppi classe numericamente sufficienti. Mercato non sarà tra i destinatari delle linee guida per «l’individuazione, il recupero, l’utilizzazione razionale e la valorizzazione dei sistemi agrosilvopastorali montani». Così come non è prevista la possibilità per l’amministrazione di fare affidamenti diretti per lavori pubblici di sistemazione e manutenzione del territorio, rete sentieristica inclusa, a gestori di rifugi, coltivatori diretti e imprenditori agricoli come invece prevede la nuova normativa e ntro certe soglie. Allo stesso modo saranno esclusi dalle misure che verranno definite nell’ambito del tavolo tecnico previsto dalla nuova legge per agevolare la ricomposizione fondiaria di terreni agricoli di superficie non superiore a due ettari e i relativi fabbricati rurali.

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