“Non chiudere il servizio di continuità assistenziale a Mercato Saraceno e Sogliano”: interrogazione di Fratelli d’Italia in Regione. L’Ausl Romagna replica: “Non cambia nulla per i cittadini”

Valle Savio
  • 24 settembre 2024

Trovare una soluzione per far fronte alla chiusura del servizio di continuità assistenziale nei comuni di Mercato Saraceno e Sogliano al Rubicone. A chiederlo, con un’interrogazione in Regione, è Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia) che sottolinea come sia “grave l’eventuale scelta di chiudere il servizio, anche in considerazione del fatto che si tratta di due piccoli comuni collinari”.

La chiusura del servizio - ha spiegato la consigliera regionale - è prevista a partire dal mese di ottobre e non risulterebbero comunicazioni alla cittadinanza. La situazione del comparto della sanità pubblica in Emilia-Romagna è molto critica, anche in considerazione dei tagli e delle relative soppressioni ai servizi offerti alla popolazione. Il servizio di continuità assistenziale assicura ai cittadini quantomeno la prima assistenza, senza essere costretti a ricorrere direttamente al pronto soccorso, e rappresenta un presidio sanitario fondamentale per i cittadini”.

La replica dell’Ausl

Nel pomeriggio è arrivata la replica dell’Ausl Romagna: “Nessuna chiusura del Servizio di continuità assistenziale nei comuni di Mercato Saraceno e Sogliano al Rubicone. L’unica variazioni a far data dal 1° ottobre è il riordino delle sedi di stazionamento dei medici ma nulla cambia per i cittadini”.

Lo precisa la Direzione dei Distretti Socio Sanitari di Cesena, Valle Savio e Rubicone specificando che “il Servizio di continuità assistenziale continuerà ad essere garantito su tutto il territoriale distrettuale a tutti i cittadini che potranno continuare ad attivarlo, come accade oggi, telefonicamente tramite il numero 800118009 nei giorni feriali dalle ore 20 alle ore 8 e nei giorni di sabato, domenica, prefestivi e festivi 24 ore su 24. Nulla cambia: sulla base della problematica rilevata il medico potrà valutare se fornire un consiglio telefonico oppure effettuare una visita domiciliare”.

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