Mercato Saraceno, «La montagna è impegno, cura e futuro e merita di essere riconosciuta tale»

Valle Savio
  • 08 febbraio 2026

Sono parole che raccontano bene la grande preoccupazione quelle che la sindaca di Mercato Saraceno Monica Rossi affida a Facebook commentando il mancato riconoscimento del paese come comune montano nella nuova classificazione proposta nell’ambito della Legge sulla montagna a firma Calderoli.

Molto più di una definizione

«È una decisione che ci preoccupa, perché non è solo una definizione amministrativa: da queste scelte dipendono risorse, servizi e opportunità per territori che ogni giorno affrontano costi e fragilità maggiori. La nostra è una comunità che presidia il territorio, previene il dissesto, mantiene vivi i borghi e garantisce servizi anche dove è più difficile farlo. Questo lavoro quotidiano ha un valore che non può essere ridotto a una formula o a una tabella. La mancata intesa in Conferenza Stato-Regioni – scrive Rossi – dimostra quanto il tema sia delicato e quanto serva un confronto serio. I territori montani e collinari hanno bisogno di attenzione stabile e di scelte che tengano conto della loro realtà». Parole che accompagna a una promessa: «Continuerò a portare la voce di Mercato Saraceno in ogni sede istituzionale, perché questa riclassificazione non si traduca in una perdita di opportunità per la nostra comunità. La montagna è impegno, cura e futuro. E merita di essere riconosciuta per ciò che è».

Avs Cesena

Sul tema interviene anche Alleanza Verdi Sinistra Cesena. La riclassificazione dei comuni montani, sottolineano, «non è solo una questione tecnica: da queste decisioni dipendono risorse e strumenti fondamentali per comunità che ogni giorno sostengono costi maggiori per garantire servizi, manutenzione e sicurezza. Trattare la montagna come una voce da correggere in una tabella significa non capire la realtà di chi vive e lavora qui». Mercato Saraceno, Sogliano e Roncofreddo, i tre comuni esclusi dallo status di Comune montano, «sono territori fragili che svolgono una funzione essenziale di presidio ambientale e sociale. Ignorare tutto questo è un errore politico, che ha conseguenze concrete sulle opportunità e sulla qualità della vita dei cittadini che scelgono di vivere e custodire queste valli». Netta la contrarietà di Avs al provvedimento: «In questa operazione non vi è solo volontà di favorire o penalizzare, ma si afferma un principio: allo Stato italiano non interessa occuparsi di intere aree che sono ai margini geografici della realtà sociale, fuori dal tessuto industriale, spesso fuori da quello turistico. Eppure sono proprio questi gli spazi dove risiede la possibilità di costruire modelli sociali, di consumo, di rapporto con l’ambiente naturale alternativi, ed è in questi spazi che vive l’80% della biodiversità, tutelata anche dalla nostra Costituzione. A questa visione miope – concludono – risponderemo, a ogni livello politico amministrativo, rilanciando logiche di vallata, di relazione città-campagna, di sostegno ai servizi pubblici locali».

L’incontro a Palazzo Dolcini

Una preziosa occasione di approfondimento sulla nuova legge e di confronto sulle prospettive che implica sarà l’appuntamento di mercoledì alle 18 a palazzo Dolcini che ospiterà l’incontro pubblico “Dalla collina alla montagna”. Ci sarà Davide Baruffi, sottosegretario alla presidenza della Regione con delega al coordinamento delle politiche per la montagna. Insieme a lui, sindaci, rappresentanti delle associazioni di categoria e politici locali si confronteranno sulla nuova legge sulla montagna.

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