Nel borgo di Tornano, a pochi chilometri da Mercato Saraceno, prende forma una delle esperienze più innovative e promettenti a livello nazionale sui temi della disabilità, dell’inclusione sociale e del terzo settore. Si chiama ‘Cà della Verena APS’ ed è molto più di un progetto: è una visione concreta di comunità, autonomia e dignità. L’iniziativa è stata presentata questo pomeriggio nel corso dell’evento ‘Nuove ali per volare’, alla presenza delle istituzioni del territorio e con un messaggio della ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli.
“Negli ultimi anni – commenta la Consigliera regionale Francesca Lucchi – in Emilia-Romagna sono stati avviati percorsi importanti per promuovere l’autonomia delle persone con disabilità, attraverso progetti di vita indipendente, co-housing e servizi territoriali integrati che mettono al centro la persona e la sua partecipazione alla comunità. In questo contesto, esperienze come Cà della Verena assumono un significato ancora più forte, perché nascono da esigenze concrete ma anche dalla volontà di creare luoghi in cui le persone possano sentirsi parte attiva della comunità, senza essere lasciate sole e con la possibilità di costruire davvero il proprio percorso di autonomia. Questo progetto non nasce solo per dare risposte alla disabilità, ma per cambiare il modo in cui una comunità guarda alle persone, ai luoghi e all’autonomia. Non è una struttura chiusa, ma un pezzo di Appennino che torna a vivere mettendo al centro relazioni, possibilità e libertà. Vogliamo con ciò unire cura, lavoro, socialità e abitare, dimostrando che anche le aree interne sono spazi vivi, capaci di generare nuove opportunità e nuove forme di comunità. In un tempo che punta solo alla velocità, Cà della Verena sceglie di costruire legami e fiducia. È una sfida che parla di dignità e di futuro, perché una società è davvero moderna quando rende possibile l’autonomia delle persone e non quando si limita ad assisterle”.
“In un tempo in cui spesso si parla di inclusione solo a parole – commenta la presidente dell’Unione dei Comuni Valle del Savio e sindaca di Mercato Saraceno, Monica Rossi – Cà della Verena dimostra come il terzo settore possa diventare motore di sviluppo sociale, culturale e umano. È questo infatti un progetto che, nel pieno delle azioni portate avanti dai territori dell’Unione e dai Servizi sociali di questo ente, unisce accoglienza, formazione, natura, lavoro e autonomia, costruendo concretamente nuove possibilità di vita. Nuove ali, appunto, per volare. L’appuntamento di sabato rappresenterà un momento significativo per raccontare pubblicamente lo stato di avanzamento di un percorso che, passo dopo passo, sta trasformando un borgo e i suoi edifici in un centro studi e accoglienza dedicato alla disabilità, alla formazione e alla promozione della vita indipendente, a livello nazionale”.
Il messaggio della ministra Locatelli
Nel messaggio la ministra Locatelli ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto da Cà della Verena APS e da IRSEF, rivolgendo un saluto particolare al presidente Nunzio Brigadeci, ai rappresentanti delle istituzioni, ai relatori e a tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa. La Ministra ha sottolineato il valore del progetto, definendolo “un esempio significativo” di come sia possibile costruire percorsi capaci di unire formazione e inclusione, attraverso la collaborazione tra istituzioni, associazioni e professionalità differenti. Secondo Locatelli, fare rete rappresenta infatti un elemento fondamentale per sviluppare risposte concrete, efficaci e durature, in grado di incidere realmente nella vita delle persone.
La Ministra ha poi evidenziato l’importanza di investire nella formazione di operatori e docenti e nella riqualificazione degli spazi e dei contesti educativi e sociali, così da creare ambienti sempre più accessibili, accoglienti e inclusivi. “È attraverso iniziative come questa – si legge – che si rafforza una visione che mette al centro la persona, promuovendo autonomia, partecipazione e inclusione reale”. Infine i ringraziamenti agli organizzatori per l’impegno e la progettualità portata avanti, considerata un contributo importante alla crescita sociale e culturale del territorio di Mercato Saraceno.
Il progetto, aggiornato al 15 maggio, è un vero e proprio ‘work in progress’ che però mostra già con chiarezza la sua ambizione: creare uno spazio inclusivo dove persone con disabilità, famiglie, operatori, volontari e studenti possano incontrarsi, formarsi e costruire nuove opportunità.
Autonomia abitativa e benessere fisico delle persone con disabilità
Alcuni edifici sono già stati restaurati e sono attualmente in fase di adeguamento per essere dotati di tutti i presidi necessari. Tra gli interventi più significativi spicca la realizzazione di una sala polivalente destinata a corsi, incontri, piccola ristorazione e caffetteria, pensata come luogo di socialità e aggregazione. Un altro edificio ospiterà uffici, punto informazioni e una piccola biblioteca specializzata. Grande attenzione viene riservata anche al benessere fisico e all’autonomia personale: una struttura sarà infatti trasformata in una piccola palestra accessibile, completa di servizi, spogliatoi e docce adeguate. Particolarmente innovativa è la scelta di destinare parte di un edificio ad appartamenti, con l’obiettivo di sperimentare percorsi di autonomia abitativa e vita indipendente per persone con disabilità. Al piano inferiore troveranno spazio laboratori artigianali attrezzati, dove le attività manuali e produttive diventeranno occasione di inclusione lavorativa e crescita personale.
Turismo inclusivo e riabilitazione
Il progetto guarda anche al turismo inclusivo e alla riabilitazione attraverso il benessere: sfruttando il sedime di un edificio preesistente sarà infatti realizzata una piscina accessibile, dotata di tutti i presidi necessari. Le aree esterne sono ancora oggetto di valutazione, ma il disegno complessivo è già molto chiaro. Sono previste zone dedicate agli orti didattici, alle erbe officinali, all’ampliamento della coltivazione della lavanda e alla lavorazione dei prodotti agricoli raccolti. Si valuta inoltre la realizzazione di case in legno per soggiorni estivi e attività residenziali.
Un primo corso per conduttori di joelette
Il sagrato della chiesa di Sant’Ilario è già oggi un palcoscenico naturale che ospita iniziative culturali ed eventi estivi, mentre è stato completato anche un sentiero inclusivo che conduce a una piccola cascata. Proprio qui si svolgerà, il 13 e 14 giugno, il primo corso per “conduttori” di joelette, le speciali carrozzine da fuori strada che consentono a persone con disabilità motoria di affrontare escursioni e percorsi naturalistici grazie al supporto di accompagnatori formati. Di enorme valore simbolico e progettuale è inoltre il palazzo di Perticara, donato all’associazione dalla famiglia Poggioli: un gesto di grande generosità che rafforza ulteriormente il radicamento territoriale dell’iniziativa.