Legge montagna, gli esclusi fanno rete e si affaccia l’idea di una «legge per la collina»

Valle Savio

È partita dalla consapevolezza che da sola non avrebbe potuto affrontare questa situazione in modo efficace, così Monica Rossi, sindaca di Mercato Saraceno, ha deciso di lanciare una proposta ai colleghi sindaci di comuni esclusi dallo status di montanità e ieri ha convocato la prima riunione online di un percorso che è appena agli inizi e che si è già dato i primi obiettivi: coinvolgere tutti i comuni esclusi e provare ad esplorare anche la possibilità di una legislazione ad hoc per la collina.

Conseguenze incerte

Quali e quanto impattanti, nel concreto, saranno le conseguenze della nuova legge sulla Montagna a firma di Calderoli non è dato saperlo. Vale per i Comuni inclusi: ad oggi all’orizzonte si prospettano benefici (anche di natura fiscale) e incentivi, ma ancora non se ne conosce la portata. Ma vale ancor di più per chi è stato escluso nella riclassificazione. In Emilia Romagna la regione ha già stanziato fondi per misure compensative ma la prospettiva rimane comunque piuttosto complicata e preoccupante, sia per fa impresa in questi territori, che teme l’esclusione da una serie di agevolazioni di cui fin qui ha potuto godere in virtù della natura più svantaggiata dei territori in cui opera, sia per i comuni che rischiano di trovarsi con meno risorse e meno mezzi per fare fronte all’impresa ancor più complicata in collina e in montagna di quanto già non lo sia in pianura, di continuare a garantire presidi e servizi in territori che vivono sotto la costante “minaccia” del calo demografico e dello spopolamento.

Fare fronte comune

La riunione di ieri, convocata online, ha messo insieme 16 comuni. Tra i romagnoli c’erano Brisighella, Bertinoro, Sogliano al Rubicone e Roncofreddo (assente ma solo per un imprevisto Modigliana), «Hanno partecipato anche diversi comuni delle Marche - racconta Rossi - e l’intenzione è quella di tornare presto a riunirci coinvolgendo anche i comuni toscani e tutti gli altri comuni che si trovano nella nostra stessa situazione». «È fondamentale fare fronte comune», insiste Monica Rossi. Il tema non distingue tra orientamenti politici delle amministrazioni che guidano questi comuni e già queste prime adesioni ne sono una testimonianza.

I prossimi passi

«Insieme abbiamo definito i prossimi passi: tra i primi c’è il coinvolgimento di Anci e Uncem a cui chiederemo l’elenco di tutti i comuni esclusi. Abbiamo intenzione di organizzare un incontro a Roma per un confronto al ministero. Dovremo fare un tentativo, capire se l’esclusione è questione di risorse, se c’è una strada percorribile in questo senso». Ma Rossi apre anche a un’altra possibilità: «Il fatto di non essere montagna non riduce la complessità dei territori che amministriamo, una strada alternativa potrebbe essere quella di chiedere una legislazione per la collina che ne riconosca i problemi e le fragilità». Fragilità oggettive, come ha dimostrato anche l’alluvione del 2023 che ha visto le zone collinari tra le più colpite e devastate dalle frane che ne sono scaturite.

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