L’escursione è davvero per tutti con la Montagnaterapia del Cai di Cesena VIDEO

«Spero che abbia dato qualcosa a chi è stato trasportato, di sicuro ha dato tanto a noi che trasportavamo. Da giornate come questa si esce tutti arricchiti».

Alla fine dell’escursione sul Monte Fumaiolo, il presidente del Cai di Cesena Gino Caimmi spazza via la stanchezza con l’orgoglio di chi voleva regalare una giornata speciale e c’è riuscito. Il risultato è stato un 2 giugno da ricordare in escursione sulla joelette per Daniele, Emily e Gioele, trasportati e accompagnati da una comitiva che comprendeva anche i ragazzi e le famiglie dell’associazione “Genitori ragazzi down”. Un’escursione lunga tutta la giornata attraverso il Fumaiolo, con partenza dal Faggio Scritto, tappa al Rifugio Giuseppe, trasferimento ai Sassoni e gran finale alla sorgente e alla cascata del Tevere.

La Montagnaterapia

Il Cai di Cesena da ormai 5 anni ha fondato la sezione di Montagnaterapia intitolandola a Diego Brighi, che prima fu il motore di un fenomeno di costume come “Cesena cammina”, quindi si impegnò con entusiasmo per estendere la passione del cammino i diversamente abili. Il lato triste sarebbe che Diego oggi non c’è più, poi però c’è il lato gioioso che ci ricorda che Diego c’è sempre per i suoi amici del Cai, che nel suo nome si sono buttati anima e corpo in questa iniziativa. Il risultato concreto è un parco macchine di 5 joelette (3 per adulti, 2 per bambini), ovvero le carrozzine per trasportare in montagna anche chi faticherebbe a gustarsi appieno i sentieri.

Il riconoscimento del Cai Italia

Il Cai cesenate conta oltre mille soci ed è una realtà attivissima in città. L’ultima prova è stata la capacità di coinvolgere associazioni e sponsor nell’acquisto delle joelette e nella formazione degli accompagnatori, arrivando a catturare l’attenzione del Cai nazionale. Sul dinamismo della sezione di Cesena si sono quindi accesi i riflettori della Sodas, ovvero la Struttura Operativa di Accompagnamento Solidale del Club Alpino Italiano, dedicata alla Montagnaterapia e all’escursionismo adattato.

All’ultima escursione del 2 giugno, la Sodas ha inviato in Romagna due videomaker che hanno ripreso le fasi più significative della giornata, raccogliendo il materiale per un reportage-documentario di almeno 15 minuti che il Cai nazionale diffonderà per promuovere la Montagnaterapia.

Terapia di gruppo

Col passare degli anni e delle uscite in montagna, è emersa la vera magia che si nascondeva dietro l’idea di Diego Brighi e il lato speciale della Montagnaterapia.

Qui siamo ben oltre il concetto di «vieni con me che ti porto a fare un giro in montagna»: questa è una terapia di gruppo che abbraccia chi è trasportato e chi conduce. Si vedono volontari che santificano la loro giornata tra il montaggio e lo smontaggio delle carrozzine e la fatica supplementare in mezzo a sentieri che già sarebbero tosti a prescindere. Eppure alla fine funziona: se ne esce migliori. Magari anche piuttosto cotti, ma migliori. «Sì, ancora una volta è stato bello camminare con i ragazzi – chiude Caimmi – noi del Club Alpino Italiano di Cesena crediamo tanto in questo progetto e non possiamo che ringraziare i nostri sponsor, dal Rotary fino a Romagna Acque e tanti altri per il sostegno che ci hanno dato. Un passo dopo l’altro, è sempre gratificante scoprire che si può fare qualcosa di bello. Tutti insieme».

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