Trent’anni di attività per la Same, con lo stabilimento a Bora e associata a Confartigianato, punto di riferimento nel settore delle carpenterie metalliche conto terzi. A fondarla è stato Fausto Vignali, che ancora oggi guida con passione e determinazione l’impresa nata da un mestiere imparato sul campo e trasformato negli anni in una realtà conosciuta e apprezzata sul territorio. Confartigianato l’ha incontrata nel suo laboratorio. «Ci occupiamo di carpenterie su richiesta e su disegno del cliente, sviluppando il manufatto secondo le esigenze delle aziende committenti. Siamo contoterzisti e lavoriamo soprattutto per conto di imprese strutturate del territorio», afferma il titolare della Same.
Una storia imprenditoriale costruita passo dopo passo, fatta di esperienza, sacrifici e grande attaccamento al lavoro. «Ho avviato l’azienda a vent’anni, dopo il servizio militare — racconta Fausto Vignali — ma avevo iniziato a lavorare molto presto, come apprendista, già a 14 anni. All’epoca si imparava direttamente in officina, osservando e facendo esperienza ogni giorno. È stato un percorso impegnativo ma che mi ha insegnato tanto».
Nel corso dei decenni la Same è cresciuta progressivamente, consolidando rapporti con numerose aziende del territorio romagnolo.
«Lavoriamo soprattutto con imprese del Ravennate, del Forlivese, di Lugo, Faenza e della Valle Savio. In queste aree ci siamo fatti conoscere grazie al passaparola, che per noi continua a essere la pubblicità più importante. Quando un cliente rimane soddisfatto del lavoro svolto e ti consiglia ad altri, significa che hai costruito fiducia e credibilità», rimarca Vignali. Una crescita avvenuta nonostante un contesto economico spesso difficile. «In questi anni siamo andati avanti affrontando tante difficoltà e oggi la situazione appare sempre più complicata. La crisi ormai sembra strutturale e non più temporanea», afferma il titolare della Same.
Tra le principali criticità evidenziate dall’imprenditore ci sono infatti il caro energia, l’aumento delle materie prime e il peso della pressione fiscale. «L’impennata dei costi dell’energia e dei materiali, insieme alle tasse molto elevate - lamenta l’imprenditore - rende il lavoro sempre più complesso. Per noi contoterzisti c’è anche un altro aspetto delicato: la nostra situazione dipende inevitabilmente dall’andamento delle aziende per cui lavoriamo. E oggi non sono poche quelle che stanno chiudendo o trasferendo le produzioni all’estero. Proprio in questi giorni una nostra azienda cliente ci ha comunicato che interromperà l’attività qui per spostare le lavorazioni in Olanda. Sono situazioni che preoccupano tutto il comparto».
Accanto agli aspetti produttivi, l’imprenditore sottolinea l’importanza del rapporto umano all’interno dell’azienda. «Il clima di lavoro con i dipendenti è un valore aggiunto. Lavorare in armonia è fondamentale, perché in officina si passano tante ore insieme e serve collaborazione. Cerchiamo sempre di creare un ambiente serio, ordinato e rispettoso», afferma il titolare della Same. Resta poi aperto il tema del reperimento della manodopera qualificata, problema sempre più sentito nel mondo artigiano. «Una difficoltà comune alla Same e a tante altre imprese è trovare giovani disposti a imparare questo mestiere. Quando arrivano ragazzi in laboratorio io cerco di trasmettere prima di tutto le basi: sicurezza, pulizia, ordine e responsabilità. Solo dopo si passa agli strumenti e alla tecnica. Per un artigiano è una soddisfazione poter fare da maestro e insegnare il lavoro. Il problema è che, senza generalizzare, nelle nuove generazioni manca un po’ la voglia e il senso del sacrificio che questi mestieri richiedono. E invece l’artigianato può ancora dare opportunità importanti a chi ha impegno e passione», conclude Vignali.