Bagno di Romagna, parco eolico sul Monte Comero: ritirato il progetto

Valle Savio
  • 26 febbraio 2026

È stato ritirato il progetto per la realizzazione del parco eolico sul Monte Comero, che prevedeva l’installazione di sei aerogeneratori alti circa 200 metri tra i territori di Verghereto e Bagno di Romagna. Lo annuncia la consigliera regionale Francesca Lucchi. Una notizia importante per le comunità dell’Alta Valle del Savio. “Il ritiro del progetto è un fatto significativo – evidenzia Lucchi – perché dimostra che il confronto istituzionale, il coinvolgimento dei territori e l’ascolto delle comunità sono strumenti fondamentali quando si parla di scelte strategiche che incidono in modo profondo sull’ambiente e sul paesaggio.”

Il progetto aveva sollevato dubbi legati all’impatto paesaggistico, ai possibili tagli di aree boschive e alle opere accessorie necessarie alla realizzazione dell’impianto, in un contesto appenninico di grande valore naturalistico e turistico. Un territorio che fonda la propria identità su ambiente, qualità della vita, economia legata alla natura e attrattività sostenibile. In questo percorso è stato significativo anche il confronto costante con il Sindaco di Bagno di Romagna, Enrico Spighi, e con il Partito Democratico locale, che hanno seguito con attenzione l’evolversi della vicenda condividendo le preoccupazioni espresse dalla comunità.

“Non è un no alle energie rinnovabili – prosegue Lucchi –. È la richiesta di una transizione energetica equilibrata e coerente con le caratteristiche dei luoghi. L’Appennino romagnolo ha bisogno di investimenti e innovazione, ma dentro un quadro di sostenibilità reale, che tenga insieme produzione di energia, tutela del paesaggio e della biodiversità e sviluppo locale.”

La decisione di non proseguire con l’iter da parte della società ‘FRI-EL S.p.A.’ rappresenta un punto tra l’esigenza di accelerare sulla decarbonizzazione e la necessità di salvaguardare territori fragili e di pregio, con caratteristiche naturali e animali peculiari. “Continueremo a lavorare – conclude Lucchi – affinché ogni progetto futuro sia costruito con maggiore condivisione, basi tecniche solide e piena compatibilità ambientale. La sfida climatica si vince insieme, con scelte responsabili e radicate nei territori.”

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