Bagno di Romagna, no al Parco Eolico Monte Comero: “Gli atti sono arrivati tra Natale e Capodanno, una prassi inaccettabile”

Valle Savio
  • 09 gennaio 2026

Il Comune di Bagno di Romagna conferma la propria contrarietà al progetto del Parco Eolico Monte Còmero così come oggi concepito, “rivendicando il dovere di difendere un territorio che vive di paesaggio, natura e turismo”.

Come ribadito dal sindaco Enrico Spighi, è una contrarietà “a un progetto che avrà un impatto dannoso per il territorio di Bagno di Romagna come immagine turistica, di impatto paesaggistico ed ambientale e sulle prospettive socioeconomiche del tessuto locale”. Nella lettera inviata ieri a Regione, Arpae e Governo, l’Amministrazione segnala che la logistica proposta “interesserà in maniera dirompente l’intero territorio comunale”, con area di stoccaggio al Terme Club, allargamenti stradali con taglio di alberature e pali di illuminazione pubblica, passaggi di mezzi eccezionali nei centri abitati e nuova viabilità d’altura sul Monte Còmero, “con l’esproprio di tutte le aree private coinvolte”. Una trasformazione che rischia di compromettere per anni la vocazione turistica e naturalistica, con ricadute dirette su imprese e residenti.

Il Comune denuncia “una prassi inaccettabile nella gestione del procedimento: ancora una volta notifiche e atti arrivano a ridosso delle festività, tra Natale e Capodanno, replicando quanto già accaduto in pieno agosto. Una tempistica che, pur formalmente corretta, appare come un “mal celato” tentativo di restringere i tempi utili a cittadini e istituzioni per analizzare documenti e difendere i propri diritti”. Per trasparenza, l’Amministrazione ha pubblicato sul proprio sito la lista delle proprietà destinate a esproprio. I soggetti direttamente interessati potranno presentare osservazioni e opposizioni entro il 16 febbraio. Pur mantenendo questa posizione decisa, Bagno di Romagna non si pone in un atteggiamento di muro contro muro. Il Comune ricorda di essere “pienamente favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili come suggerito dall’inizio del percorso per la costituzione di una CER” e disponibile a valutare “soluzioni logistiche alternative che non producano tali impatti sul nostro territorio o, se necessario, consentano opere utili alla Comunità locale o situazioni logistiche differenti da quelle pensate fino ad ora”. La linea politica è quindi chiara: “opposizione al progetto nella sua configurazione attuale, apertura al confronto istituzionale per percorsi diversi e più coerenti con la traiettoria di valorizzazione della montagna italiana. La transizione energetica non può avvenire contro i territori che la ospitano, ma con essi. Bagno di Romagna è pronta a fare la propria parte, purché venga rispettata la sua identità e la sua comunità”.

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