Bagno di Romagna, il dottor Luca Morellini e i benefici delle acque termali: “Hanno lo stesso effetto dei medicinali”

Un po’ turistica, molto scientifica. Clinicamente testata e avvallata dal Servizio sanitario nazionale per gli importanti benefici che apporta alla salute in alternativa ai classici antidolorifici. C’è tutto questo nella variegata proposta di cure termali dell’hotel Ròseo Euroterme di Bagno di Romagna. Non solo un’oasi di benessere e relax immersa nel cuore del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, ma anche un efficiente poliambulatorio specialistico. Dove «l’acqua termale che sgorga dalle sorgenti dell’Appennino è il valore aggiunto», precisa il dottor Luca Morellini, specializzato in idrologia medica e direttore sanitario della struttura.

Morellini, come si coniugano terme e medicina nella struttura che dirige?

«Prima di tutto, con la collocazione della struttura all’interno di un parco nazionale. L’aria che respirano i pazienti è aria di montagna, pulita e sana. E questo fattore è già di per sé una prima forma di cura. Quindi, chi viene a soggiornare nel nostro resort di Bagno di Romagna trae beneficio tanto dall’acqua ipertermale con bicarbonato alcalino-solfureo, che sgorga a 47 gradi direttamente dalla sorgente, quanto dal clima».

#getAltImage_v1($tempImage)

Quali sono le principali patologie curabili con trattamenti termali?

«L’acqua termale offre benefici per patologie di diversi apparati. Da quello osteoarticolare, al sistema respiratorio od otorinolaringoiatrico. Fino alle malattie vascolari e, ovviamente, alla riabilitazione. Che in acqua termale ottiene importanti risultati grazie all’alta temperatura che garantisce effetti analgesici più rapidi. I trattamenti più frequenti riguardano casi di artrosi, reumatismi e traumi muscolo-scheletrici».

L’abbinamento acqua termale-riabilitazione, dunque, è corretto?

«La struttura possiede un centro fisioterapico all’avanguardia. Dotato di attrezzature moderne come Tecar e laser neodimio-yag. Ma la riabilitazione è sempre associata a un ciclo di cure termali. Che può essere stilato dai nostri medici se il paziente si rivolge a noi direttamente, oppure, redatto da specialisti esterni e applicato dai nostri terapisti. È il caso degli invalidi sul lavoro. I pazienti arrivano da noi tramite l’Inail già muniti del loro piano terapeutico».

Quali altre criticità seguite?

«Tutto ciò che riguarda l’apparato cardiovascolare e respiratorio. Inteso come alte e basse vie aeree come naso, gola e polmoni. Esistono percorsi termali specifici che tramite inalazioni curano faringiti, asma, bronchiti e ototubariti. Al Ròseo Euroterme abbiamo un poliambulatorio dove esercitano medici specialisti di varia natura: cardiologi, fisiatri, angiologi, otorinolaringoiatri, pneumologi, ecografisti e medici estetici».

Siete convenzionati col Ssn?

«Sì. Chi lo desidera può recarsi dal suo medico di famiglia e richiedere l’impegnativa per un ciclo di cure termali. Che, per patologia, ha una durata dai 12 giorni. I centri termali rientranti nel Consorzio terme Emilia-Romagna (Coter), come il nostro, ricevono ogni anno un determinato budget dalla Regione, calcolato in funzione del fatturato dell’anno precedente. Pertanto, i medici di base, volendo, sarebbero tenuti a prescrivere le cure termali. Senza subire alcuna detrazione. Diversamente da quanto accade nel caso delle ricette per farmaci o altri esami clinici».

Quante prestazioni riuscite a fornire?

«Circa 15mila prestazioni all’anno. Con i picchi tra agosto e novembre. Durante l’inverno, la richiesta si sposta sul lato del “benessere”. Il bagno nelle piscine termali diventa un mezzo per rilassarsi e ripristinare le funzioni psicomotorie. Siamo un resort, pertanto, all’aspetto strettamente sanitario associamo la cura del corpo; una cucina curata e ricercata; i trattamenti olistici. Chi viene da noi vuole prendersi cura di sé».

Qual è il vostro bacino di utenza?

«La maggior parte dei pazienti proviene dall’Emilia-Romagna. Ma lavoriamo molto anche su scala nazionale. Stiamo intercettando sempre più clientela da Toscana e Lazio».

Dottore, l’impronta sanitaria delle terme riesce ad attrarre anche pazienti più giovani?

«La popolazione anziana è sempre prevalente, ma negli ultimi anni stiamo registrando un forte ritorno anche della fascia dai 40-50 anni. Si stanno rendendo conto che, per esempio, il mal di schiena passa anche con 12 fanghi piuttosto che con settimane di cortisone e antinfiammatori che alla lunga possono anche causare effetti collaterali. E stanno capendo che le cure termali possono giocare un ruolo importante nella prevenzione di artrosi e osteoporosi. E nei bimbi, ma non solo, sinusiti, otiti, faringiti e bronchiti. Ritengo sia questo il futuro delle cure termali. È una “battaglia culturale” che sto portando avanti da tempo e che vorrei diventasse predominante».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui