BAGNO DI ROMAGNA. Nel piccolo abitato storico di Trino, nei pressi di San Silvestro, nel Comune di Bagno di Romagna, è arrivato il piccolo Emilio, nato al Bufalini di Cesena. Un evento che, oltre alla gioia per una nuova vita, porta con sé un valore simbolico particolare: in questo borghetto non si registrava l’arrivo di un neonato da circa 70 anni. Una notizia che ha attirato l’attenzione anche per il contesto in cui si inserisce, quello delle aree interne, dove il calo demografico rappresenta una delle principali sfide contemporanee.
«È sicuramente un evento molto bello e carico di significato», spiega il sindaco Enrico Spighi. «Rappresenta un piccolo ma prezioso segnale. Non tanto per i numeri, che restano molto contenuti, ma per ciò che racconta: la possibilità che anche i luoghi più piccoli e apparentemente marginali tornino a essere vissuti e scelti. Negli ultimi anni abbiamo registrato nuovi nati distribuiti su un territorio molto ampio. La prima nascita del mio mandato è stata Anastasia, in un piccolo gruppo di case tra Buscarelle e Monteguidi. Altri bambini sono arrivati nella valle di Strabatenza, a Poggio alla Lastra, e in altre case sparse. Nel 2025 abbiamo avuto 28 nuovi nati, mentre il 2026 è iniziato con 10 nascite nei primi quattro mesi. Numeri lontani da quelli degli anni ’80 e ’90, ma che, se letti nel contesto attuale, rappresentano comunque piccoli segnali incoraggianti.»
E per quanto riguarda i movimenti della popolazione? «Il saldo tra chi arriva e chi lascia il territorio è leggermente positivo: +38 nel 2024 e +22 nel 2025. Questo ci dice che, pur tra difficoltà, il nostro comune mantiene una certa capacità di attrazione.» Per il primo cittadino c’è un cambiamento in atto nel modo di vivere e scegliere questi territori? «Sì, stiamo osservando un fenomeno ancora lieve ma interessante. Sempre più persone riscoprono il valore della vita in contesti più piccoli, cercando un equilibrio diverso: spazi più a misura d’uomo, un ritmo più sostenibile, una maggiore qualità della vita per sé e per la propria famiglia. È una ricerca di serenità più consapevole, che si lega anche alla possibilità di lavorare in modo più flessibile rispetto al passato.»
«Il nostro compito», aggiunge Spighi, «è accompagnare questo percorso. Cerchiamo di sostenere le giovani famiglie e chi sceglie di insediarsi qui, per motivi lavorativi o personali. In questa direzione abbiamo attivato alcuni strumenti concreti: il servizio di asilo nido accessibile già a partire dai 9 mesi e un bonus bebè erogato tramite tessera vantaggiosa, che accompagna i nuovi nati fino ai 3 anni con un contributo complessivo che può arrivare fino a 450 euro nelle tre annualità. Sono misure semplici ma importanti, pensate per dare un segnale di vicinanza e rendere più sostenibile la scelta di vivere e far crescere qui una famiglia.» «La sfida principale resta quella di contrastare lo spopolamento delle aree interne, un fenomeno complesso e strutturale. Non possiamo invertirlo rapidamente, ma possiamo lavorare per rallentarlo e, dove possibile, creare condizioni favorevoli a una nuova vitalità dei nostri territori.» La nascita di Emilio, dunque, non è solo una bella notizia per la sua famiglia e per la comunità di Trino, ma anche un piccolo segnale di futuro per un territorio che continua a cercare, tra difficoltà e opportunità, una propria strada verso la sostenibilità demografica».