Bagno di Romagna, continui maltrattamenti alla compagna: condannato a 3 anni e 6 mesi

Valle Savio
  • 08 ottobre 2026

Un incubo fatto di continue minacce, insensata gelosia, aggressioni fisiche e persino violenze sessuali consumate nell’intimità domestica, spesso sotto gli occhi terrorizzati dei figli ancora piccoli. Si è concluso ieri a Forlì con una condanna a 3 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione il processo a carico di un 34enne di origine rumena, a giudizio per una lunga serie di maltrattamenti nei confronti della compagna. La sentenza è stata pronunciata dalla gup, Ilaria Rosati, al termine del giudizio abbreviato. Nei confronti dell’imputato è stata disposta anche l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni, accogliendo le richieste formulate in aula dal pubblico ministero Antonio Vincenzo Bartolozzi.

I fatti e le indagini

La vicenda trae origine da una complessa attività investigativa condotta dai carabinieri della Stazione di San Piero in Bagno, coordinata dalla sostituta procuratrice Susanna Leonarduzzi. Un lavoro meticoloso che ha permesso di ricostruire un quadro di maltrattamenti andato avanti per oltre un anno, tra la fine del 2024 e il dicembre del 2025. Alla base delle continue vessazioni vi era un’ossessiva e morbosa gelosia. L’uomo esercitava sulla compagna un controllo costante, alimentato da uno stato di perenne sfiducia che trasformava la convivenza quotidiana in un inferno fatto di schiaffi, pugni, insulti e minacce. A rendere ancora più grave il quadro contestato dalla Procura, anche episodi di violenza sessuale: la donna, intimorita dai comportamenti aggressivi e imprevedibili del partner, era costretta a subire rapporti non consenzienti.

L’arresto

L’episodio culminante risale al dicembre 2025 in un’abitazione della vallata del Savio, a Bagno di Romagna. A far scattare l’allarme era stato un vicino di casa, preoccupato dalle urla e dal rumore dell’ennesima e violenta lite domestica. All’arrivo dei carabinieri di Bagno di Romagna e di Verghereto, l’aggressore si trovava in un forte stato di agitazione, visibilmente alterato dall’assunzione di alcolici. In casa c’erano anche i due figli piccoli, spettatori incolpevoli della violenza. La donna, ferita al volto e soccorsa dal 118, era stata trasportata all’ospedale “Angioloni” di San Piero in Bagno. Dimessa con una prognosi di alcuni giorni per un trauma facciale, era stata subito trasferita insieme ai bambini in una località protetta. Proprio mentre si recava a recuperare gli effetti personali scortata dai militari, l’uomo aveva scagliato la sua ira contro la donna e i carabinieri stessi, venendo bloccato, immobilizzato e tratto in arresto anche per resistenza a pubblico ufficiale.

La fine del processo

Nel corso del procedimento giudiziario, la donna (assistita dall’avvocato Valerio Girani di Forlì) si è costituita parte civile sia in proprio che per conto dei figli minori. Il giudice ha riconosciuto alle vittime un risarcimento danni complessivo di 10mila euro. La gup, inoltre, si è riservata 45 giorni per il deposito delle motivazioni, al termine dei quali la difesa dell’imputato, affidata all’avvocata Veronica Morgagni, valuterà il ricorso in appello.

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