Tragica morte sul lavoro del 21enne Rayan: “Nessun rappresentante dei Comuni di Cesena e Ravenna al funerale”

Una amica di famiglia di Rayan Lassoued, vittima di un tragico incidente sul lavoro a Ravenna, in un post sui social si è detta amareggiata per l’assenza delle istituzioni all’ultimo saluto al 21enne operaio cesenate. “C’erano tutti. C’erano i suoi compagni di classe, i suoi ex insegnanti, i colleghi di lavoro e tantissima gente comune, grandi e piccoli. C’era il cuore pulsante della nostra comunità, quella vera, quella che si riconosce nel dolore e nell’amicizia. Eppure, mancava qualcosa. Anzi, mancava qualcuno.

Non c’erano le fasce tricolori. Non c’erano i rappresentanti del Comune di Ravenna, né di quello di Cesena dove Rayan ora riposa. Non c’erano le forze dell’ordine a scortare o rendere onore al viaggio di un ragazzo giovanissimo strappato alla vita troppo presto sul luogo di lavoro. Viene naturale chiedersi: perché? È forse perché il suo cognome riflette le origini di suo padre? È perché per le istituzioni esistono figli di serie A e figli di serie B?

Rayan era un ragazzo italiano, figlio di genitori che lo amavano, un lavoratore, un amico. Ma prima di tutto, Rayan era un essere umano. La morte non ha colore, non ha razza e non dovrebbe avere confini politici. Il silenzio delle istituzioni brucia più di mille parole, perché trasmette un messaggio di esclusione proprio dove ci sarebbe bisogno di un abbraccio collettivo.

Oggi scrivo questo perché è ora di dire basta. È ora di capire che l’integrazione non è un concetto astratto, ma una presenza fisica, un rispetto dovuto, un’uguaglianza che deve valere in vita come in morte. Rayan non è stato “accompagnato” dalle autorità, ma è stato portato in spalla dall’amore di chi lo conosceva. E quell’amore vale più di ogni cerimonia formale. Ma noi non dimentichiamo. Siamo tutti uguali, e la dignità di un ragazzo di vent’anni non può essere ignorata da chi dovrebbe rappresentarci tutti.

Riposa in pace, Rayan. La tua comunità ti ha stretto forte, anche se chi doveva esserci ha scelto di restare a guardare da lontano”.

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