«È una persona con cui avevo avuto una lite in passato ma non avevo alcuna idea che fosse in strada. La sbandata che ha causato il ferimento dell’80enne suo vicino di casa è stata causata da un guasto meccanico al furgone».
Dal giudice
Ha raccontato nei dettagli la sua verità sull’accaduto al gip, Besnik Shkambi, il 56enne residente nella zona tra Spinello e Santa Sofia, arrestato due mattine fa dai carabinieri di Borello per tentato omicidio, perché accusato di aver volontariamente cercato di investire un 33enne di Linaro.
Difeso dall’avvocato Carlo Malferrari, il 56enne ieri in carcere ha sostento l’interrogatorio di garanzia al quale non si è sottratto.
I fatti, come già riportato dal Corriere Romagna, risalgono al giugno scorso. L’uomo, che tutti in zona conoscono col soprannome di “Nicola”, si era diretto a Linaro col proprio autocarro e sbandando sulla strada che taglia la piccola frazione aveva travolto due persone. Il primo è un 33enne (volto noto della frazione) che si era salvato da conseguenze gravi saltando sul cofano della sua auto posteggiata sotto casa, vettura che stava video riprendendo. Il suo vicino di casa 80enne, che era al suo fianco, era stato invece centrato, finendo in ospedale con una prognosi di 30 giorni per fratture multiple.
Il racconto al giudice
«Ci è venuto volontariamente addosso» era stata da subito la dichiarazione ai soccorritori del 33enne magrebino, che secondo le accuse formulate dal pm Andrea Marchini era la vittima designata di quella sbandata in auto. Di lì partirono le indagini. Il 33enne aveva raccontato un episodio successo l’estate precedente, quando aveva litigato a un semaforo provvisorio (a Borgo delle Rose, Borello) con Besnik Shkambi. Momento in cui si sarebbero sviluppati i suoi desideri di vendetta.
«Ricordo quella lite - ha spiegato al giudice Elisabetta Giorgi l’arrestato - ma quel giorno lui non aveva neppure quella vettura. Io non lo conosco, vivo a Santa Sofia lui a Linaro. Passavo di lì col furgone per lavoro e non avevo neppure visto quelle persone in strada».
Guasto meccanico
L’incidente oggetto delle accuse è stato video registrato. Perché la vittima stava realizzando un Tik Tok da pubblicare sui social. Con quell’elemento gli investigatori hanno proceduto a raccogliere le prove da mettere a disposizione dell’accusa di tentato omicidio.
«Sono sbandato per il riacutizzarsi di un guasto al cambio del furgone con cui lavoro. Un problema meccanico che mi si era già presentato. Naturalmente ero preoccupato per quei fatti. L’80enne rimasto ferito lo sono andato anche più volte a trovare in ospedale quando era ricoverato».
L’accusa di tentato omicidio poggia sulla volontarietà del gesto, anche se la vittima teoricamente “designata” se l’è cavata con escoriazioni. Per questo la difesa dell’uomo, in attesa dei futuri sviluppi giudiziari, ha chiesto al gip di far uscire di cella Besnik “Nicola” Shkambi e di prevedere una forma di custodia meno afflittiva per lui, come gli arresti domiciliari. Una concessione per la quale deve esserci anche l’assenso del pubblico ministero. Per ora il gip Elisabetta Giorgi si è riservata la decisione che a questo punto verrà comunicata non prima di domani.