Nei giorni del compleanno di Cristina Golinucci, la ragazza di Ronta scomparsa all’età di 21 anni il 1° settembre del 1992, sono stati definiti i dettagli della manifestazione pubblica di sensibilizzazione durante la quale chiunque potrà ascoltare le novità legate alle indagini ancora in corso direttamente dalla voce di Marisa Degli Angeli, la madre della ragazza, e dell’avvocato Barbara Iannuccelli, grazie alle cui ricostruzioni capillari delle ricerche di oltre 31 anni per Cristina, il fascicolo sulla scomparsa della cesenate è ancora aperto e le indagini sono ancora in corso.
L’appuntamento è fissato per le ore 10 a Ronta, al Giardino per Cristina di via Delle Mimose, angolo via Delle Ortensie. Di qui il corteo si muoverà in direzione del centro sociale “I Girasoli”, dove il programma, dopo il saluto delle autorità presenti, vedrà l’intervento dell’avvocato Barbara Iannuccelli, per dare chiarimenti sulle ultime vicende, e a chiudere quello di mamma Marisa degli Angeli.
«Cristina, una lotta contro il tempo», è il titolo della giornata di incontro, riflessione e studio delle vicende della Golinucci, che hanno voluto dare gli organizzatori: ossia il quartiere Ravennate e l’associazione Penelope.
Dopo l’ultima richiesta d’archiviazione del caso avanzata a metà del mese di dicembre, il giudice ha deciso che le indagini debbano restare aperte per almeno altri tre mesi, cioè fino oltre la metà del mese di marzo, per cercare di approfondire tutti gli aspetti delle ultime investigazioni della procura. Non c’è nessun indagato iscritto nell’apposito registro. Investigatori e inquirenti, ispezionando luoghi e ascoltando testimonianze, hanno puntato il mirino su un predatore sessuale che era a contatto con gli ambienti di Cristina Golinucci e anche con quelli di Chiara Bolognesi: altra giovane cesenate trovata morta nelle acque del Savio due mesi dopo la scomparsa di Cristina. Cammin facendo altre testimonianze fuori dall’inchiesta, legate alla presenza di cantieri in zona convento mai ispezionati, hanno nel frattempo riacceso i riflettori sul sudafricano Emanuel Boke: che era ospite del convento dei frati Cappuccini all’epoca della scomparsa di Cristina e che poco tempo dopo fu condannato per violenze sessuali ai danni di cesenati, per poi sparire in Francia dove è ancora ricercato dal 2017.