Lavori davanti alla stazione di Cesena in ritardo di 4 mesi FOTOGALLERY





Tarderà di almeno 4 mesi rispetto alla tabella di marcia la fine dei lavori di riqualificazione di piazzale Karl Marx, dove sorgeva l’autostazione dei bus. Col recente trasferimento di quest’ultima nella nuova base a poche decine di metri di distanza, si è aperto il cantiere per cambiare radicalmente il volto dello spazio di fronte alla stazione: liberato dalla sua vecchia funzione, diventerà una “piazza verde”, pensata come gradevole luogo di ritrovo. Ma già da qualche settimana era chiaro che non si sarebbe riusciti a rispettare le scadenze previste per portare a compimento la metamorfosi.
Nel settembre 2023 era stato stipulato il contratto d’appalto col consorzio “Coir” che si era aggiudicato la gara e il 4 novembre dell’anno scorso c’era stato l’atto formale della consegna dei lavori, che dovevano essere ultimati nell’arco di 300 giorni. Per la precisione, il progetto sarebbe dovuto diventare realtà entro oggi. Ma il consorzio cesenate ha chiesto un paio di settimane fa una proroga del termine di ultimazione dei lavori, segnalando l’esigenza di avere a disposizione altri 213 giorni, in pratica 7 mesi in aggiunta ai 10 stabiliti. Il Comune gliene ha concessi 4, spostando in avanti al prossimo 28 dicembre la data di completamento dell’opera. Tempi ancora in linea con quelli rigorosi fissati dal Pnrr per potere beneficiare dei finanziamenti europei.
Il “Coir” ha giustificato il rallentamento dei lavori con cinque difficoltà inattese La prima è stata «una particolare sequenza di lavorazioni per via delle significative interferenze con le aree circostanti: scuole, stazione autobus e ferroviaria». Un secondo freno è consistito nel fatto che «durante il primo stralcio si è resa necessaria l’eliminazione di alcune sovrapposizioni lavorative su più ambiti per via dell’interferenza con altri cantieri limitrofi, allungando di fatto le tempistiche realizzative». Un’altra motivazione addotta per il ritardo è l’avvenuta consegna dei lavori del secondo stralcio lo scorso 27 giugno, a fronte della necessità di avere 6 mesi per attuarlo, peraltro con «una significativa movimentazione di terra in un periodo stagionale non ideale», com’è l’autunno-inverno. Un quarto nodo evidenziato è che «si sono rese necessarie ulteriori linee di sottoservizi: fibra ottica e corrente elettrica». Infine, è stata tirata in ballo l’ordinanza emanata dalla Regione, con validità dal 2 luglio fino al 15 settembre, che vieta di lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12.30 alle 16: il “Coir” ha fatto notare che «tale restrizione comporta un significativo rallentamento delle lavorazioni, considerando che per via della zonizzazione acustica non si possono svolgere attività rumorose in fasce orarie dilatate».