I vini di Cesena conquistano il Campidoglio: pioggia di medaglie d’oro alle cantine del territorio

Cesena
  • 11 luglio 2026

Le colline cesenati trionfano a Roma. L’Associazione Nazionale Città del Vino ha assegnato due prestigiosi riconoscimenti a due cantine d’eccellenza del territorio nell’ambito del concorso enologico 2026. La Medaglia d’Oro è andata alla Società Agricola Corbaia di Santa Lucia, mentre la Tenuta Neri Giovanni e Valeria di Carpineta ha conquistato la Gran Medaglia d’Oro. Un exploit che certifica l’altissima qualità delle produzioni locali e che offre a Cesena la spinta decisiva per valutare l’ingresso formale nella rete nazionale delle Città del Vino, affiancando realtà vicine come Mercato Saraceno e Bertinoro.

La cerimonia di consegna si è svolta in Campidoglio alla presenza del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e dell’Assessore allo Sviluppo economico del Comune di Cesena Lorenzo Plumari, che ha accompagnato i produttori romagnoli nella Capitale. Plumari ha sottolineato come questo traguardo premi non solo le singole imprese, ma la scelta strategica di investire sulla promozione turistica ed enogastronomica integrata attraverso l’Unione Valle Savio. Secondo l’assessore, compito delle istituzioni è proprio quello di accompagnare la crescita di un comparto capace di generare sviluppo economico, occupazione e nuove opportunità turistiche.

I due progetti vincenti uniscono tradizione e innovazione. La Società Agricola Corbaia, guidata da Pier Paolo Vecchi e Paola Zucconi, sorge all’interno di un sito protetto di interesse comunitario e vanta una produzione di nicchia curata nei minimi dettagli. A riscuotere il successo è stato il Romagna Doc Sangiovese Superiore “Màttero”, un vino pluripremiato nato con la prima annata del 2024 in appena 1.200 bottiglie, cresciute poi con la vendemmia successiva insieme alla produzione di uno spumante Brut.

Storia e ampiezza caratterizzano invece la Tenuta Neri di Carpineta, attiva dal 1951 e oggi estesa su 62 ettari, di cui 18 destinati a vigneto. L’azienda affianca alla cura meticolosa della vinificazione una forte attenzione alla sostenibilità, tanto da essere stata la prima realtà in Italia a registrare nel settore vitivinicolo il marchio “Residuo Zero”, una filosofia produttiva basata su controlli rigorosi e sul profondo rispetto per l’ambiente e per l’identità romagnola.

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