Cesena, i presidi al fianco degli studenti: “Hanno bisogno di sognare”

Cesena

Pensiero critico, dispersione scolastica e varie sfaccettature di inclusione sono state al centro del secondo e ultimo giorno di convegno a “La città si fa scuola, la scuola si fa città”. Appuntamento che l’assessora Elena Baredi ha già fissato per il 2028. L’attesissimo ospite di giornata, lo scrittore Roberto Mercadini, non ha deluso le aspettative, invitando giovani e insegnanti a pensare con la propria testa. Ad aprire la mattinata di ieri, al cinema Eliseo, è stata la Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Emilia-Romagna Claudia Giudici, che si è soffermata su alcuni dati regionali e sul diritto all’ascolto. Al convegno sono intervenuti anche Enrico Montaletti dello Sportello intercultura e Silvia Casali, presidente di Voce all’autismo.

Mercadini

«Pensate con le vostre teste», ha sottolineato più volte lo scrittore di Sala di Cesenatico. Nel suo intervento è partito da un aneddoto su Mazzini, spiegando come il politico italiano sostenesse che riflettere sul cosmo portasse ad elevarsi dalle impurità del mondo. «I ragazzi vanno educati anche “astronomicamente”, così che nascano riflessioni, spirito critico, competenze. Non devono rimanere schiacciati esclusivamente da una formazione finalizzata al lavoro. Dobbiamo forse ripensare a come vengono insegnate le materie, a come viene trasmesso il sapere. A cosa stiamo educando i ragazzi? Ad essere perfetti?».

Dispersione scolastica

Sugli abbandoni scolastici sono intervenuti la preside del Liceo Righi Lorenza Prati e i rappresentanti d’istituto Adamo Comandini e Tommaso Mazzotti. «È aumentato a Cesena il numero di ragazzi che lasciano gli studi a un passo dalla maturità per questioni legate all’isolamento sociale e ai disturbi alimentari - ha detto la preside - Sono ancora numeri bassi ma che creano dispiacere». I due rappresentanti hanno aggiunto che «la dispersione scolastica si attiva prima dell’abbandono allo studio, parte da un senso di inadeguatezza. E si contrasta quando cambia il metodo di apprendimento con progetti pomeridiani, di alternanza e attività di orientamento».

Presidi

«Mi sono chiesta di cosa avessero e non avessero bisogno gli studenti - ha continuato Luciana Cino, preside dell’istituto Garibaldi-Da Vinci - Hanno bisogno di un sogno, di ideali e di un futuro. Oggi si parla molto di consenso, una forma di educazione che deve partire dalle scuole». Sul concetto di rete, è intervenuto il preside del Liceo Alpi Francesco Postiglione, ribadendo l’importanza di fare rete, ma senza abusare di questa forma di lavoro. «Grazie alla collaborazioni tra le 10 scuole superiori di Cesena, dallo scorso anno è attivo il bando comune inerente al protocollo intersettoriale per il benessere delle nuove generazioni». Giuseppe Messina, preside del Versari Macrelli, ha concluso: «Il problema dell’inclusione è incentrato su bisogni che sono differenti e con necessità diverse. Condizioni fisiche e organizzative rendono difficili certi percorsi».

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