Esercenti del centro di Cesena preoccupati per il cantiere della nuova Pinacoteca

L’imminente avvio dei lavori per realizzare la nuova pinacoteca a Palazzo Oir viene guardato con soddisfazione dagli appassionati d’arte, ma viene anche percepito come una minaccia da alcuni esercenti della zona. Messi a dura prova prima dal cantiere di piazza della Libertà, rimasto aperto per tre anni e mezzo, e poi dalla pandemia da Covid, adesso sono angosciati dalla prospettiva di altri tre anni di interventi, con tutti gli inevitabili disagi che ci saranno e che rischiano di incidere negativamente sugli incassi. Il bar “Atelier del Caffè” è il locale che per primo sta subendo i contraccolpi negativi di un’opera che in prospettiva potrà diventare una calamita, con benefici anche per chi ha attività nei dintorni, ma che per un lungo periodo di tempo sarà una fonte di problemi. La titolare del locale di via Dandini, la cui qualità è testimoniata dall’inserimento fin dal 2019 tra le eccellenze elencate nella guida de “Il Gambero Rosso”, e che è ormai da 12 anni nelle stesse mani (seppure in precedenza a qualche metro di distanza dall’attuale sede, dove si è trasferito da 7 anni), spiega che lo spostamento della pedana dove sono collocati i tavolini all’esterno per i clienti è un onere economico non da poco che lei si sta sobbarcando. Ieri gli operai hanno concluso i lavori “strutturali” e resta solo da mettere mano all’impiantistica. Si tratta di operazioni che alla fine verranno a costare tra i 7mila e 8mila euro e che - tiene a precisare chi è da sempre alla guida di quel bar - non ha coperto il Comune, sebbene il trasloco sia stato forzato, per fare spazio all’ascensore che sarà a servizio della futura pinacoteca. Viene inoltre fatto notare che gli spazi all’aperto sono ormai fondamentali per gli esercizi pubblici e, visti anche i cambiamenti climatici, vengono anche utilizzati per tutto l’arco dell’anno, con un minimo di riscaldamento nei mesi più freddi. Col Covid c’è stato un palpabile cambio di abitudini da parte dei clienti da questo punto di vista e quindi all’Atelier del Caffè hanno dovuto necessariamente fare predisporre una nuova pedana, pagandola di tasca propria. Con un’ulteriore beffa: essendo stata spostata qualche metro più indietro rispetto al corso principale, è finita in una posizione in cui è meno visibile. Per questo motivo la titolare si aspetta che le venga concesso di tenere qualche tavolino in un punto dove possa fare da richiamo in modo più immediato per i passanti.

Al di là di questi dettagli, c’è comunque un’amarezza e una preoccupazione più generale per il fatto che i lavori, anche se non dovrebbero avere un impatto enorme, essendo in gran parte all’interno del palazzo, saranno ultimati solo nel 2027. Il timore è che possano diventare un colpo di grazia, se sommati ai problemi con cui le attività della zona hanno già dovuto fare i conti negli ultimi anni, tra ritardi nell’intervento di riqualificazione di piazza della Libertà e chiusure e restrizioni imposte dal Covid.

Perciò all’amministrazione comunale si chiede di avere attenzione a non affossare definitivamente gli esercenti rimasti aperti in quell’area. Tra gli invito della titolare del bar di via Dandini c’è anche quello a impedire che sbandati o persone poco raccomandabili stazionino sotto il porticato di palazzo Oir. Una situazione di degrado e pericolo già segnalata più volte, anche dai condomini che vivono lì: qualcuno ha anche chiesto di regolamentare l’accesso con un cancello.

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