Cesena, continua l’emergenza dei gatti abbandonati: la volontaria Manuela Siboni li accoglie in casa

Cesena

Nella casa di Manuela Siboni ci sono giorni in cui vivono undici gattini. Altri in cui diventano sedici. L’anno scorso, nel pieno della stagione delle cucciolate, sono arrivati a essere ventuno. Poi ci sono le notti in cui la sveglia suona ogni tre ore, perché un gattino di appena quindici giorni non può aspettare.

Da dieci anni è questa la quotidianità della volontaria del gattile di Cesena, “mamma temporanea” di decine di cuccioli abbandonati. Solo da aprile a oggi ne ha accolti 46, l’anno scorso erano stati 51. «I gattini così piccoli in gattile non possono restare. Hanno bisogno di costanti attenzioni, giorno e notte. Così li porto a casa». Da quel momento iniziano poppate, medicine e visite dal veterinario. È un lavoro senza orari che prosegue fino all’adozione. «Quando arrivano spesso sono pieni di pulci, zecche, hanno l’herpes, non mangiano. Li vorresti salvare tutti. E quando uno muore... per me è una tragedia».

Il lavoro del gattile

L’impegno di Siboni è iniziato undici anni fa, poco dopo il cambio di gestione del gattile di Cesena. Oggi la struttura si occupa di recuperi, sterilizzazioni delle colonie feline, rinunce di proprietà e adozioni. Ogni anno vi transitano circa 200 gatti. «L’80% dei recuperi viene fatto direttamente dai cittadini. Oppure li troviamo davanti al cancello. C’è chi li lascia dentro uno scatolone, chi li abbandona nei sacchi dell’immondizia o li butta nei fossi».

Dietro ogni cucciolo salvato c’è anche un costo economico. La volontaria anticipa le spese e viene poi rimborsata dall’Enpa. «In otto mesi spendo almeno 1.200 euro per una quarantina di gatti. Per fortuna tante persone ci aiutano con cibo e offerte».

Volontari cercasi

Più difficile, invece, trovare nuovi volontari. «All’inizio arrivano in tanti, pieni di entusiasmo. Poi, piano piano, smettono. Oggi, per gli stalli dei cuccioli, sono rimasta da sola. Faccio fatica anche a stare fuori casa un giorno intero».

Cucciolate a non finire

Ma l’emergenza persiste. Siamo nel pieno della stagione delle cucciolate e gli abbandoni continuano. Molti dei gattini recuperati sono figli di gatte di proprietà mai sterilizzate. Per questo, ricorda Siboni, la prevenzione resta l’arma più importante. Perché ogni cucciolo nato senza una famiglia rischia di iniziare la propria vita in uno scatolone o in un fosso. E solo i più fortunati trovano qualcuno disposto a regalargli una seconda possibilità.

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